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La circolazione dell’oggetto di valore


Prima un soggetto S2 (il traditore) fa l’acquisizione di un valore a spese di un altro, poi è costretto a cederlo ad S1 (l’eroe). C’è una trasmissione circolare dei valori che produce disordini e tempeste (come Brooke di Beautiful che se li passa tutti i tipi…) e si crea il seguente paradigma: (S1 ∩ Ov) <- presupposizione reciproca -> (S2 U Ov). L’attribuzione di un valore a S1 presuppone che automaticamente S2 ne venga privato per un rapporto simmetrico, il racconto è contemporaneamente descrizione di perdita e acquisizione in base alla prospettiva con cui si legge (inversione prospettica) cioè possiamo metterci nei panni dell’eroe o del cattivo ed assecondare azioni che di solito ci farebbero rabbrividire (es. essere dalla parte di Hannibal Lecter mentre sgozza la gente riconoscendoci col suo percorso di crescita). Il passaggio del valore provoca turbolenze, saper prevedere le reazioni dei soggetti a queste turbolenze porta alla formazione dei simulacri (soggetti rappresentativi, come il target dei pubblicitari). Attraverso la prova c’è l’appropriazione e conseguente spoliazione a scapito di un altro soggetto, quando un soggetto si spolia di sua spontanea volontà c’è il dono, il contro-dono c’è con lo scambio di due oggetti di valore. Esiste un solo caso in cui il passaggio e la spoliazione di dono e contro-dono non comporta una privazione, è la comunicazione partecipativa in cui il dono non implica la rinuncia da parte del soggetto, per esempio con lo scambio di informazioni, se il soggetto D1 fornisce informazioni a D2 non se ne priva, chi dispensa sapere resta sapiente, chi offre amore resta amante, chi dispensa perfidie resta malvagio.

Tratto da SEMIOTICA DELLA PUBBLICITÀ di Priscilla Cavalieri
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