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Il futuro delle città

Il futuro delle città


La crescita sarà sempre più concentrata nei paesi meno sviluppati (sud-est asiatico e Africa sub-sahariana) ma anche le città dei paesi più sviluppati subiranno mutamenti sullo sfondo della globalizzazione.
Il futuro delle città però risulta ancora critico, la Biennale di Venezia del 2006 si era chiusa ponendosi l’interrogativo “le città cambieranno il mondo?”, quello che finora è sicuro è che il mondo ha cambiato le città sotto la spinta della globalizzazione.
Si afferma una nuova gerarchia di città che non è più quella tradizionale tra nord e sud ma è più libera in quanto ora si parla di nodi e punti centrali di una nuova rete.
Si hanno visioni discordi, c’è chi pensa che le città potrebbero cambiare il mondo in quanto in esse si concentrano enormi capacità produttive e si delinea la trama di un progetto comune per cui prospettano la possibilità di un futuro meno diviso ma al contempo le metropoli potrebbero anche rappresentare il momento di passaggio ad un capitalismo più spietato dominato da un arcipelago di isole di benessere in cui si contrarrebbe il potere economico circondate da oceani di povertà e marginalità (coesistono due tendenze opposte da una parte prospettive catastrofiche e dall’altro un ottimismo astratto).


Tratto da SOCIOLOGIA DELLA CITTÀ di Francesca Zoia
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