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La riforma luterana


Martino Lutero era figlio di un piccolo imprenditore minerario, è nato nel 1483 ad Eisleben (Germania) dive dominava ancora una religiosità medievale. Nel 1505 Lutero decise di farsi monaco, ma lo tormentava la sensazione della propria inadeguatezza di fronte ai comandamenti divini, la paura del peccato e della dannazione eterna. Nel 1507 divenne sacerdote e dopo aver conseguito il grado di dottore insegnò teologia in Sassonia.
La giustizia divina non va intesa come giudizio e punizione ma come giustificazione, come il dono della grazia offerto mediante il sacrificio di Cristo. Anche secondo la Chiesa la grazia era indispensabile ma l’uomo poteva meritarsela solo con le buone opere e contribuire alla propria salvezza, a differenza di Lutero secondo il quale la natura umana è malvagia e corrotta dal peccato originale.

Secondo Lutero la Santa Scrittura doveva essere letta e spiegata senza tener conto delle interpretazioni ufficiali. L’autorità attribuita alla Rilevazione contenuta nei testi sacri cancellava il magistero della Chiesa  in materia teologica e la dottrina della giustificazione per fede annullava la funzione intermediaria tra l’uomo e Dio.
Lutero dei sette sacramenti ne salvava solo due:
Il battesimo => come cerimonia di iniziazione alla vita cristiana
L’eucarestia => la presenza reale di Cristo nel pane e nel vin offerto ai fedeli.
Importante era la soppressione del sacramento dell’Ordine a cui ne conseguiva il sacerdozio universale dei laici ossia l’idea che chiunque potesse essere chiamato a celebrare le funzioni religiose -> ulteriore negazione del ruolo della Chiesa.

Tratto da STORIA MODERNA - 1492-1948 di Selma Aslaoui
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