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La vita sociale e la cultura


Vi era un forte distacco tra i detentori della ricchezza fondiaria, nobiltà e clero, e le classi subalterne dedite al lavoro manuale nei campi o nelle botteghe artigianali.
Fino al 1620 il paese era caratterizzato da una forte ascesa dei prezzi agricoli e dalla difficoltà per i settori mercantili e manifatturieri, ma vi era una mentalità aristocratica legata all’influenza spagnola.

La concezione gerarchica e conservatrice era dei rappresentanti della Chiesa -> il pintefice esercitava anche fuori  dai suoi confini i poteri che erano delegati ai monarchi : dalla nomina dei vescovi al controllo giurisdizionale sul clero secolare e regolare.
Le organizzaizioni ecclesiastiche  detenevano una parte importante della ricchezza fondiaria e i beni immobili erano inallienabili. I preti, frati e le monache si consideravano sudditi del papa e loro avevano:
l’immunità reale => esenzione delle imposte
immunità personale =>  dipendenza dai tribunali ecclesiastici e non da quelli civili
immunità locale =>i luoghi adibiti al culto godevano di un extraterritorialità, per cui i malfattori che vi si rifugiavano non potevano esservi arrestati senzaq il consenso dell’autorità eccelsiastica = diritto d’asilo.

Le classi dirigenti vedevano nella Chiesa un  garante dell’ordine sociale e delle docilità dei poveri e anche un conveniente sbocco per i cadetti e per le figlie  non destinate al matrimonio.
In questo periodo si assistì ad un impoverimento culturale in quanto la maggioranza degli intellettuali professò obbedienza ai dettami della Chiesa non solo im campo religioso ma anche in campo filosofico e scientifico, questo per non fare la fine di Giordano Bruno (processato da Santo Offizio) e di Tommaso Campanella.
Nelle università ci fu una forte decadenza in quanto venivano sostiuite dai collegi dei gesuiti delle classi abbienti.
Nelle arti figurative e nell’architettura l’Italia mantenne il suo ruolo d’avanguardia e il prestigio europeo, come anche nella musica con l’invenzione di un nuovo genere che ebbe un enorme successo => il melodramma ad opera di Claudio Monteverdi.

Tratto da STORIA MODERNA - 1492-1948 di Selma Aslaoui
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