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Le spartizioni della Polonia e le riforme in Scandinavia


In Polonia lo sconvolgimento della "grande guerra del nord" aveva determinato un ulteriore regresso economico e demografico;il ricorso del "liberum veto" da parte dei nobili,rendeva inconcludenti tutte le riunioni del Parlamento e vanificava ogni tentativo in senso assolutistico.
Alla morte di Augusto III di Sassonia,la Russia appoggiò l'elezione di Stanislao Poniatowski. Egli propose un programma di riforme che prevedeva la soppressione del "liberum veto";ciò provocò l'intervento amato di Caterina II,cui si contrappose una schiera di nobili ostili all'influenza russa e alle riforme.
Al termine di questo periodo di lotte,le grandi potenze confinanti si accordarono per smembrarla a proprio vantaggio;la Russia annettè la Bielorussia,l'Austria s'impadronì della Galizia e della Lodomiria e la Prussia ottenne la parte occidentale che le mancava per saldare i propri confini.
Pur indebolito,Stanislao continuò nella sua politica riformatrice;il Parlamento si lasciò convincere ad approvare una Costituzione che trasformava la monarchia Polacca da elettiva ad ereditaria e sopprimeva il liberum veto.
Nuovamente le truppe zariste invasero i territori polacchi che furono dimezzati da una "seconda spartizione" a vantaggio di Russia e Prussia.
Ciò che restava della Polonia sparì con la "terza spartizione" del 1795.
L'esperienza illuminata dell'assolutismo questa volta aveva fallito comportando la cancellazione di uno stato dalla cartina geo-politica europea.

Nella storia svedese che seguì la morte senza eredi di Carlo XII è noto come "era della libertà";il successore Federico I d'Assia-Cassel dovette impegnarsi a rispettare una Costituzione che attribuiva alla Dieta,composta dai quattro ceti(nobiliare,clericale,borghese,contadina).
Le campagne militari contro la Russia e Prussia non portarono ad alcun vantaggio territoriale ma tuttavia non compromisero l'assetto interno del Paese e anzi possiamo dire che il progresso economico-civile del paese fu talmente importante che l'analfabetismo si poteva considerare scomparso.
NEL 1772 Gustavo III attuò un colpo di stato che portò all'abnegazione del testo costituzionale e alla restaurazione dell'assolutismo monarchico.
Il suo governo si distinse per una serie di mosse riformatrici in campo amministrativo e giudiziario che giunsero a togliere una serie di privilegi nobiliari. In Danimarca invece l'assolutismo era divenuto una legge fondamentale dello Stato a partire dal 1665. Qui Cristiano VII abolì la servitù,trasformò i coloni dipendenti in proprietari terrieri autonomi,grazie ad un programma che mirava ad un riscatto dei poderi;da ciò ne ricevettero impulso l'agricoltura e l'allevamento,facendo della Danimarca uno dei paesi più all'avanguardia in Europa.

Tratto da STORIA MODERNA - 1492-1948 di Selma Aslaoui
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