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Critica storica della ragione in Dilthey



Negli scritti successivi egli tiene ben presenti le distinzioni che ha fatto nell’opera sopra citata ma ritiene di aver individuato il fondamento della validità delle scienze dello spirito nel nesso tra divenire della vita, espressione e comprensione. La conoscenza del mondo umano non è più data dall’introspezione, ma può essere raggiunta solo attraverso la considerazione dei prodotti storici in cui esso si esprime. La comprensione si configura dunque come un riferimento retrospettivo al divenire della vita: l’individuo, le comunità e le opere in cui si sono manifestati la vita e lo spirito dell’uomo. Accanto a quelle di vita e spirito l’altra nozione fondamentale per caratterizzare la struttura del mondo storico è quella di connessione dinamica. Con questa espressione Dilthey si riferisce al fatto che il mondo storico si presenta come una connessione generale che al suo interno comprende altre connessioni di aspetti particolari. In questo modo è difficile secondo Dilthey giungere ad un sapere assoluto, poiché ogni connessione particolare è di per sé un mondo a sé stante e trova la sua ragion d’essere proprio nella sua particolarità. Ma soprattutto Dilthey non vuole sottolineare il relativismo che sta dietro alle scienze dello spirito, quanto il suo carattere parziale, inteso come finito; in questo senso le scienze dello spirito non dovranno avere la presunzione di possedere una conoscenza esaustiva. La liberazione della pretesa di un senso oggettivo dello sviluppo storico costituisce l’ultimo passo verso la liberazione dell’uomo.

Tratto da STORIA DELLA FILOSOFIA CONTEMPORANEA di Carlo Cilia
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