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Guerra civile spagnola 1936


Ha ripercussioni internazionali, marca un netto avvicinamento tra Italia e Germania, coinvolge tutte le potenze.
Scoppia nel luglio 1937, quando l’esercito di Franco insorge contro il governo popolare;  intervento Francia (governata dallo stesso Fronte Popolare, solidarietà ideologica, ma intervento breve a causa dell’opinione pubblica). Viene proclamato quindi il non intervento in Spagna, rispettato solo da Francia e Inghilterra (anticomunismo, ma intenzione a mantenere rapporti con governo spagnolo per Gibilterra). L’Italia ufficialmente interviene a  favore di Franco;  non per motivi ideologici, ma per la volontà di controllare le Baleari e di evitare una saldatura tra governo spagnolo, francese e sovietico, evitare di essere schiacciata nel Mediterraneo. Anche la Germania ovviamente interviene per Franco (il quale spaccia alla Germania armi) ed il suo intervento è anche rivolto a testare a che punto è la potenza bellica tedesca. L’interento Urss è controproducente poiché crea una frattura nel fronte popolare.
Anche se la guerra civile spagnola è l’anticamera della seconda guerra mondiale, non si può ancora parlare di un fronte fascista né di un fronte antifascista: da una parte l’ipotesi di un fronte filofascista è prematura, poiché Germania e Italia, seppur convergenti in Spagna e avvicinate dai protocolli dell’Asse, sono ancora divise da strategie molto distanti; dall’altra l’ipotesi di un fronte antifascista non spiegherebbe il non intervento della Gran Bretagna né i suoi accordi con Hitler; la Gran Bretagna non solo persegue una politica di accordo con la Germania, ma anche di riappacificazione con l’Italia in virtù di un comune interesse a mantenere la stabilità nel Mediterraneo: il 2 gennaio 1937 i due governi firmano un gentlemen’s agreement riguardante la cessazione dell’intervento italiano in Spagna e l’impegno a non modificare lo status quo nel Mediterraneo; la concretizzazione di tale accordo si ha con la firma degli ACCORDI DI PASQUA nell’aprile 1938, che ribadiscono il disimpegno italiano in Spagna, il disinteresse italiano alle Baleari, l’impegno britannico a riconoscere l’impero italiano in Etiopia.
Tratto da STORIA DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI di Alice Lavinia Oppizzi
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