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Piano Pleven e strategie militari in occidente


Lo scoppio della guerra di Corea incoraggia Acheson ad agire in Germania: dopo l’approvazione del riarmo della Germania occidentale nell’aprile 1950, all’incontro del Consiglio atlantico di settembre egli propone formalmente di incorporare 10 divisioni della tedesche alla NATO per rafforzare le difese dell’alleanza. Parigi non vuole nemmeno prendere in considerazione l’ipotesi di un riarmo tedesco, ma si rende conto che Washington non è disposta ad accettare un rifiuto. Così il 24 ottobre 1950 il Primo ministro francese Pleven propone un coraggioso progetto: il PIANO PLEVEN prevede la creazione di una forza militare tutta europea nella quale i contingenti nazionali dei paesi membri siano integrati al più basso livello possibile; alla Germania ovest non è consentito avere un proprio esercito nazionale, ma essa può fornire unità militari a tale forza multinazionale = ciò permetterebbe di rinforzare la difesa europea con soldati tedeschi senza creare un esercito tedesco indipendente, di integrare unità tedesche in un esercito sopranazionale guidato da un comandante europeo invece che tedesco, eliminando così la possibilità di rinascita del militarismo tedesco. Con l’astensione della Gran Bretagna, la proposta Pleven viene accolta da Francia, Italia, Germania occidentale e Benelux (Belgio, Olanda e Lussemburgo) = l’”Europa ristretta”: il 22 maggio 1952 viene firmato dai membri della CECA (Comunità europea del carbone e dell’acciaio, 1951) il trattato istitutivo della Comunità europea di difesa (CED), ratificato dalla Germania ovest e dal Benelux all’inizio del 1954. l’Italia aspetta prudentemente il pronunciarsi dell’Assemblea Nazionale francese, dove il progetto solleva le critiche di entrambi gli schieramenti politici: i seguaci del generale de Grulle in pensione denunciano la proposta di un esercito europeo come un pretesto per il riarmo e la rinascita della Germania, una violazione intollerabile della sovranità francese; il Partito comunista condanna la CED come strumento dell’egemonia statunitense in Europa diretta contro l’Unione Sovietica. Probabilmente però, la causa più importante del fallimento della CED è l’allentamento delle tensioni della Guerra Fredda in Europa, a seguito della morte di Stalin e della fine della guerra di Corea: l’affievolirsi della possibilità di un conflitto militare con il blocco comunista scema, pertanto scema anche quel senso di urgenza che ha dato origine all’idea della CED. Perciò l’Assemblea Nazionale francese seppellisce la CED il 30 agosto 1954. A seguito di questo fallimento, i funzionari dei 6 stati firmatari si riuniscono nell’autunno 1954 insieme a USA e GB per cercare un mezzo alternativo per garantire la difesa europea: Dulles ripropone il progetto di Acheson di convocare i paesi NATO e semplicemente invitare una Germania eccidentale riarmata a prendervi parte; il ministro degli Esteri britannico Eden propone invece di ridare vigore al trattato di Bruxelles del 1948, affiancando a Gran Bretagna, Francia e Benelux, anche l’Italia e la Germania Ovest. Entrando a far parte di tale organizzazione, che viene ribattezzata Unione europea occidentale (UEO), la Germania Ovest sarebbe diventata membro NATO, contribuendovi con 12 divisioni dell’esercito. Per impedire ai tedeschi di dominare l’alleanza, vengono aggiunti numerosi emendamenti: la GB si impegna a mantenere le proprie forze armate sul continente (mezzo per compensare la potenza militare tedesca); l’esercito tedesco non può operare indipendentemente dal comando NATO; la Germania occidentale si impegna a non produrre mai le armi ABC (atomiche, biologiche e chimiche), né fabbricare missili a lunga gittata, bombardieri pesanti, navi da guerra di grandi dimensioni e sottomarini senza il consenso di almeno 2/3 dei membri UEO. In cambio di tali restrizioni la Repubblica Federale ottiene la fine del regime di occupazione alleata e la restaurazione della piena sovranità tedesca. Il 23 ottobre 1954 tutti i firmatari si riuniscono a Parigi, aprendo così la strada alla fine dello status di occupazione della Germania Ovest, al suo riarmo e al suo ingresso nella NATO il 9 maggio 1955.
Patto di Varsavia,
L’Unione Sovietica cerca di tenere testa alla sfida lanciata dal riarmo della Germania Ovest e del suo ingresso nella NATO firmando, insieme ai suoi 7 stati satellite dell’Europa orientale, il PATTO DI VARSAVIA, alleanza militare diretta contro gli Stati Uniti.
Il 1953 segna la fine di un periodo di transizione critica, dalla guerra mondiale alla Guerra Fredda, ed è un anno di fondamentale importanza per due avvenimenti:
1. il passaggio da Truman ad Eisenhower
2. la morte di Stalin
Tratto da STORIA DELLE RELAZIONI INTERNAZIONALI di Alice Lavinia Oppizzi
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