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Kant 1724 – 1804 - Metafisica dei costumi


Intende indicare i principi e valori ai quali informare l’opera di riforma delle monarchie tedesche fondate su un ordinamento aristocratico-feudale.
Lo scritto è la “metafisica dei costumi”
La filosofia indica le premesse e i principi per conoscere la politica cioè di concepire i comportamenti degli individui.
La politica è intrinsecamente connessa alla ragione.
La conoscenza si fonda sull’esperienza empirica ma le sensazioni sono un materiale grezzo che viene plasmato e ordinato dalla ragione.
Ci sono forme a priori dell’intuizione sensibile, concetti e idee dell’intelletto e della ragione che non si possono ricavare dall’esperienza empirica ma sono connesse con il processo mediante cui si realizza la conoscenza e sono le uniche condizioni che rendono intellegibile l’esperienza. Queste forme a priori dell’intuizione sensibile non ci consentono di conoscere ciò che è al di fuori dell’esperienza: essi hanno un valore trascendentale e non trascendente, che si riferisce ad una realtà metafisica. Gli oggetti della conoscenza sono i prodotti della nostra facoltà razionale. È la ragione che crea gli oggetti nella loro dimensione fenomenica.
La filosofia ha il compito di precisare poteri e limiti della ragione.
La conoscenza scientifica fondata sui giudizi sintetici a priori è possibile a patto che la ragione non registri passivamente i dati che riceve dall’esperienza empirica.
la ragione si toglie dal determinismo della natura ed è costitutivamente libera: l’atto del conoscere è libertà.
La libertà in quanto fenomeno teorico della ragione deve trovare un riscontro sul piano politico come diritto di discussione e critica riconosciuto a tutti.

Tratto da STORIA DELLE DOTTRINE POLITICHE di Filippo Amelotti
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