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La contabilizzazione per la cessione d'azienda

1) Scritture del cedente
Effettuare le scritture di assestamento per determinare la competenza costi e ricavi della frazione di esercizio già decorsa.
Storno delle attività e passività trasferibili (e che cessano di avere rilevanza economica), quali oneri pluriennali da ammortizzare e fondi rischi. Il controvalore dei conti sarà imputato a CE.
Storno delle attività e passività cedute con la rilevazione dell’eventuale plusvalenza di cessione. Lo scarico della contabilità delle attività e passività cedute si effettua a valori contabili.
PREZZO DI CESSIONE – SOMMATORIA ATTIVI E PASSIVI CEDUTI A VALORI CONTABILI = PLUSVALENZA CONTABILE DI CESSIONE
2) Scritture dell’acquirente o del cessionario
Nel caso di acquisto e contestuale inizio dell’attività imprenditoriale: scritture di costituzione.
Altrimenti, recepimento in contabilità delle attività e passività relative all’azienda acquistata rilevando, come contropartita, l’uscita finanziaria o il debito.
Il valore delle attività o passività sarà quello desunto dallo stato patrimoniale di cessione, a valori correnti.
Possibile avviamento, da ammortizzare.
Il venditore sa con certezza cosa va a dismettere, mentre l’acquirente carica nella propria contabilità tutti i singoli elementi acquistati. Potrebbe esserci così un salto di valore e l’acquirente si deve porre il problema di come contabilizzare il ramo d’azienda, perché deve caricare i beni al valore d’acquisto, ma è difficile definire questo valore.
Tratto da TECNICA PROFESSIONALE di Valentina Minerva
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