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Comunicazione one to many dello Stato italiano


Lo Stato italiano non sa comunicare. Il suo flusso di comunicazione è one to many, mentre la comunicazione moderna è sempre più one to one o many to many; inoltre lo Stato e la sua amministrazione vivono in una logica autoreferenziale, dove vige il primato dello Stato soggetto e dove c’è poco spazio per la relazionalità con gli altri attori della società. Oggi i cittadini chiedono funzioni precise, coerenti con i loro bisogni, comportandosi come utenti e clienti: si impone cioè una domanda di Stato-funzione, più che di Stato-soggetto. Lo Stato soggetto è quello che ha fatto l’Italia: la scuola pubblica, le ferrovie pubbliche, la posta, tutto ciò che corrispondeva a una filosofia essenziale del rapporto tra istituzioni, architetture organizzative e società italiana. Lo Stato moderno non può ritirarsi nella sola dimensione del potere legislativo o regolamentativo: in molti campi deve continuare a esercitare presenza attiva, ma correlata a un serio giudizio di efficacia, perché è sull’efficacia delle funzioni esercitate che lo Stato moderno ricava la sua legittimità. La società impone i suoi diritti e la comunicazione pubblica diventa uno dei fattori fondamentali di un nuovo rapporto, quasi di un nuovo patto di cittadinanza.

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Dettagli appunto:

  • Autore: Mario Turco
  • Esame: Teorie e tecniche della comunicazione pubblica
  • Titolo del libro: Teoria e tecniche della comunicazione pubblica. Dallo stato sovraordinato alla sussidiarietà
  • Autore del libro: Rolando
  • Editore: ETAS
  • Anno pubblicazione: 2003

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