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Excursus sulle ragioni per cui una valutazione negativa del precedente regime non democratico non è un requisito per il consolidamento democratico


Vi sono studiosi della transizione e del consolidamento delle nuove democrazie che collegano entrambi i processi al rifiuto e alla valutazione negativa dei regimi non democratici precedenti. Si sostiene che un tale rifiuto sia necessario per il consolidamento democratico e talvolta le misurazioni della qualità delle nuove democrazie includono indicatori relativi alla valutazione dei regimi non democratici precedenti. Respingiamo tali argomentazioni su ragioni concettuali, storiche ed empiriche.
Concettualmente rifiutiamo argomentazioni simili perché la nostra definizione di consolidamento è orientata non solo verso il presente ma anche verso il futuro. Di conseguenza, per noi un indicatore di fondamentale importanza è sapere se una larga maggioranza di cittadini sia d’accordo o meno a sostenere che la democrazia nel loro paese è meglio di ogni alternativa. Un atteggiamento positivo nei confronti della democrazia vista come la migliore alternativa per il presente e il futuro non richiede un atteggiamento negativo verso il passato.
Storicamente respingiamo argomentazioni simili poiché nella maggior parte delle democrazie consolidate la transizione non ebbe inizio avendo a disposizione l’appoggio della maggioranza dei membri del sistema politico e perfino di molti degli attori principali della transizione cioè di democratici convinti o cittadini che rifiutavano il vecchio regime in toto. Invece una maggioranza democratica emerge quando sia le elite sia i semplici cittadini cominciano a considerare le procedure democratiche di regolazione dei conflitti migliori o meno pericolose di ogni altra forma di governo, dati i problemi sociali che in quel momento storico essi si trovano ad affrntare e il mondo complessivo entro il quale vivono. Per molte elite quindi il comportamento democratico emerge prima di atteggiamenti favorevoli alla democrazia poiché le elite possono ritenere che infrangere le regole democratiche del gioco non produrrebbe un esito positivo per i loro interessi.
Empiricamente respingiamo argomentazioni simili poiché per le transizioni più recenti abbiamo prove decisive che mostrano l’esistenza della possibilità per la democrazia di consolidarsi anche solamente in presenza di una minoranza di una popolazione che rifiuta completamente il passato.

Tratto da TRANSIZIONE E CONSOLIDAMENTO DEMOCRATICO di Filippo Amelotti
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