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L’adolescente e lo sviluppo fisico-corporeo e sessuale


Uno dei principali versanti in cui l’adolescente si trova impegnato è quello relativo allo sviluppo fisico e sessuale, versante che occupa le sue energie fisiche e psichiche soprattutto nei primi anni di tale fase. Diversi autori concordano nel collocare nella cosiddetta preadolescenza il momento di maggiore intensità di tale sviluppo, individuando nei segnali di cambiamento corporeo l’avvio dell’adolescenza stessa.
Negli anni è stata evidenziata un’accelerazione nel ritmo di sviluppo sia nei bambini (soprattutto intorno ai due-tre anni) sia negli adolescenti della nostra epoca rispetto a quelli di un secolo fa. Tale aspetto di precocità riguarderebbe soprattutto l’altezza e il momento della prima mestruazione.
Oltre a subire un processo di anticipazione, peso e altezza raggiungono anche misure più elevate negli adulti rispetto a quanto succedeva alcuni anni fa. Tale andamento è probabilmente indice di una migliore situazione nutritiva e sanitaria, a sua volta promossa da migliori condizioni socio-economiche.
Le sempre più precoci trasformazioni biologiche vissute dall’adolescente segnano, dunque, il suo ingresso nella pubertà. Spesso tali cambiamenti colgono di sorpresa il ragazzo o la ragazza, che per molti aspetti (sociali e psicologici) è ancora legato/a ad una rappresentazione di sé di tipo infantile, e quindi fatica a comprendere e accettare, almeno inizialmente, i cambiamenti di cui sente protagonista il proprio corpo e su cui avverte di non avere alcun tipo di possibilità di controllo.
A tale proposito, Pietropolli Charmet (2000) definisce questo compito di sviluppo come “mentalizzazione del corpo”: obiettivo di tale processo di rappresentazione mentale è di rendere il corpo “comprensibile, di riuscire a dargli una forma”, di renderlo coerente con valori interiori.
Ciò che caratterizza, nei primi anni dei periodo adolescenziale, il vissuto relativo a tali cambiamenti è uno squilibrio fra la maturità corporea conseguita e una ancora sostanziale immaturità psichica. Finché il corpo non viene “mentalizzato”, l’adolescente coglie una distonia fra mente e corpo.
Tratto da ADOLESCENZA E COMPITI DI SVILUPPO di Anna Bosetti
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