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L’olio : dalla Vergine all’extravergine


Ci voleva una Vergine per darci l’extravergine: i greci attribuivano la nascita dell’olio dell’ulivo alla dea Atena, illibata figlia di Zeus. Questa si contendeva con lo zio Poseidone il diritto di dare il nome alla città più importante, ciascuno dei due offrì un dono prezioso. Lei fece spuntare il primo ulivo della storia, davanti a quell’albero carico di frutti verdissimi la giuria la decretò vincitrice e nominò la città Atene.
Il mito attribuisce all’ulivo un valore dietetico e politico.
Nella tradizione ebraica il primo seme d’ulivo sarebbe caduto dal paradiso e atterrato sulla tomba di Adamo, regalo di Dio al primo uomo.
La scienza fa risalire la cultura dell’olio all’età del bronzo, il commercio oleario verrebbe da molto lontano come dimostra il codice di Hammurabi. 
Il cristianesimo fa dell’ulivo uno dei suoi simboli centrali. Segno di pace in ricordo del ramoscello che secondo l’antico testamento la colomba porta a Noè dopo il diluvio universale. Il cristianesimo attinge anche pratiche come l’unzione per consacrare i sacerdoti.
Cristo significa proprio l’unto, ogni cristiano infatti prima della morte riceve il sacramento dell’unzione.
A spiegare la fortuna simbolica dell’ulivo, oltre alle ragioni della dieta e del gusto ci sono le caratteristiche stesse dell’olio, la sua capacità di far articolare le cose, di legarle ma al tempo stesso si non confondere i sapori. L’olio lega e separa, copre e scopre.
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