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Transizioni familiari: singolari e plurali

Transizioni familiari: singolari e plurali


La transizione è intesa come transire, un passaggio da un luogo ad un altro, tra due condizioni. Tale concezione di transizione, se resta in una prospettiva lineare e riduzionista, vede il processo genitoriale caratterizzato da dualismi. Il prima o il dopo, il dentro o il fuori la famiglia, il privato o il pubblico, diventano opposizioni concettuali che ci pongono di fronte alla sterile alternativa dell’uno o l’altro.
Il rapporto tra polarità può diventare generativo di nuovi significati in una prospettiva complementare.
Definire la genitorialità come processo in divenire ci mostra diversi livelli interrelati delle polarità che da coppie oppositive possono apparire come elementi emergenti uno dall’altro.
Un contributo importante all’analisi delle transizioni familiari proviene dagli studi relativi al concetto di sviluppo familiare. L’intento è di definire un contesto unitario in cui collocare la teoria della famiglia con un’attenzione alla dimensione temporale; il presupposto è pertanto di mostrare come la configurazione della famiglia vari nel tempo, a seconda delle diverse fasi che essa attraversa nel suo ciclo di vita.
Nella concezione di sviluppo familiare convivono almeno tre modelli diversi: un modello di sviluppo perfasi, per oscillazioni, per eventi critici.
La prima concezione intende il ciclo di vita familiare come una successione di fasi, distinte l’una dall’altra, da transizioni che comportano cambiamenti discontinui.
Si tratta di teorie stadiali che individuano e circoscrivono i diversi passaggi che attraversa la famiglia nella sua vita; ad ogni stadio o fase corrispondono compiti e sfide che i membri del sistema familiare devono affrontare per superare la transizione. La classificazione di tali fasi è però variabile per criteri adottati, per numero, durata e strutturazione degli stadi.
Qualsiasi teoria stadiale comporta un rischio: tracciare delle tipizzazioni, con fasi e compiti, valide per tutte le famiglie comporta il rischio di sottovalutare “l’unicità e la creatività dei singoli percorsi familiari e la presenza di dinamiche più complesse.
Lo sviluppo familiare può essere inteso anche come sviluppo per oscillazioni: “un processo continuo segnato da microtransizioni, a loro volta caratterizzate da oscillazioni tra vecchie e nuove modalità interattive”. Secondo questa concezione, la traiettoria di sviluppo della famiglia oscilla tra strategie relazionali vecchie e nuove che si muovono in alternanza fino a far emergere un nuovo stile di funzionamento. Nel processo genitoriale l’oscillazione si muove in un continuum graduale verso l’indipendenza dei figli dai genitori.
L’ipotesi di sviluppo familiare per oscillazioni resta ancorata a quella specifica famiglia; le modalità interattive e strategiche sono, in questa concezione, contestualizzate e restano estranee alle logiche di tipizzazioni. Il limite può essere invece riscontrato nel presupposto della gradualità del percorso, mentre lo sviluppo familiare inteso come processo non procede in modo uniforme e costante verso un’ottimalità funzionale della famiglia.
Infine, lo sviluppo familiare può essere inteso come “un percorso punteggiato da eventi critici che stimolano la famiglia a innescare processi trasformativi”. Si tratta di eventi che mettono in crisi i modelli di funzionamento familiare consolidati; alla fase di crisi segue una fase di transizione che può avere esiti in una nuova organizzazione o, al contrario, portare alla disorganizzazione, fino alla rottura del sistema.
Gli eventi critici vengono divisi, dalla ricerca psicosociale, in eventi normativi, attesi e prevedibili (matrimonio, nascita, uscita dei figli, ecc.) ed eventi non normativi, imprevedibili e inattesi (divorzio, licenziamento, trasferimento, ecc.). Anche qui la creazione di tipologie non affronta la questione che l’evento può essere definito “critico” esclusivamente in relazione al vissuto soggettivo. Il rischio è di restare in una rigidità normativa che riduce la complessità della famiglia ad alcuni eventi definiti a priori.

Tratto da BRICOLAGE EDUCATIVI di Anna Bosetti
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