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Come ci si accorge di avere ischemia


La cellula ha un metabolismo alterato, si contrae meno bene, l’elettrocardiogramma è alterato e poi compaiono disturbi (dolori) causati dall’accumulo di metaboliti. Questa successione di eventi avviene in entrambi i tipi di ischemia. Il dolore è detto angina pectoris e solitamente insorge al centro del torace in corrispondenza dello sterno (retrosternale), è oppressivo o costrittivo e a volte si irradia lungo la spalla e il braccio sinistro, la gola o la mandibola. Raramente il dolore è solo irradiato e non c’è al cuore. L’intensità può essere forte o leggera (fastidio) e se il dolore dura tanto (a rischio di infarto) c’è una partecipazione emotiva forte (paura, ansia, preoccupazione). Altri dolori ricordano disturbi dello stomaco (nausea, ecc. e pertanto non sono distinguibili), della schiena, spossatezza. Se invece l’ischemia è silente il soggetto non ha alcun tipo di disturbo.
In caso di infarto si assiste a due problematiche: 1) intervenire il prima possibile per riaprire la coronaria e recuperare la situazione; 2) durante l’ischemia possono instaurarsi aritmie indipendenti dall’estensione della zona colpita, di cui alcune mortali. Per questo è necessario in presenza di un ragionevole sospetto di infarto andare in ospedale per prevenire le conseguenze oppure chiamare il 118 poiché le aritmie possono essere già curate dal medico dell’ambulanza.
Si può diagnosticare l’infarto, anche se troppo tardi, valutando la presenza degli enzimi cardiaci, sostanze che quando escono dalle cellule cardiache si trovano nel sangue (es. troponina).

Tratto da CARDIOLOGIA di Lucrezia Modesto
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