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Gli editori e gli incisori di cartografie

L'epoca delle grandi scoperte geografiche dell'età moderna ha un immediato antecedente nell'esplorazione degli oceani ad opera di Bartolomeo Diaz e di Vasco de Gama, che giunse in India circumnavigando l'Africa. Cristoforo Colombo, con i suoi 4 viaggi, scoprì alcune isole delle Antille, la penisola di Paria sulla costa dell'attuale Venezuela e la costa dell'America centrale fino all'attuale Colombia. Non seppe mai di aver scoperto un nuovo mondo, ma questi viaggi permisero di appurare l'esistenza dell'angolo di declinazione magnetica, perché le deviazioni della rotta nelle navigazioni atlantiche erano divenute troppo grandi per essere addebitate allo scarroccio. Amerigo Vespucci compì due viaggi, raggiungendo prima le coste del Brasile e costeggiando l'America meridionale fino al Rio della Plata, e per primo ebbe la consapevolezza di trovarsi in un nuovo continente. I Portoghesi conquistarono la Malacca nel 1511, dalla quale cominciò l'esplorazione dell'Asia di sud-est. L'epoca delle grandi scoperte geografiche del XVI secolo si chiude con il viaggio di circumnavigazione del globo da parte di Ferdinando Magellano, che giunse nella parte più meridionale del Continente nuovo e vide per la prima volta l'Oceano Pacifico.
L'acquisizione cartografica di queste scoperte fu molto lenta e incerta per vari motivi, non ultimi quelli della tutela di un segreto economico e militare da parte dei primi colonizzatori. Le carte delle nuove terre recavano in genere gli estremi di un privilegio, di solito di durata decennale, in base al quale non era possibile utilizzare lo stesso rame da parte degli altri editori: dopo il periodo, ognuno poteva tirare nuove copie di quella stessa incisione, spesso cancellando il nome del primo editore e del primo incisore e sostituendo la data. I maggiori centri di produzione di carte geografiche furono, in Italia, Roma e Venezia. A Roma operava Lafreri, mentre a Venezia lavoravano e vendevano carte Camocio, Forlani e Bertelli. 
Dal 1560 al 1575 Camocio pubblicò 36 carte geografiche di grande formato, anche se non eseguì personalmente alcuna incisione. Molte carte stampate dal Camocio non recano il nome dell'autore, mentre altre sono firmate da Forlani, Rota, Bertelli e Gastaldi. Le carte stampate comprendono un Mappamondo di derivazione gastaldina e le Navigazioni del mondo nuovo; una carta dell'Africa; una carta d'Italia e numerose carte di regioni italiane e dell'Europa settentrionale, della penisola balcanica e dell'Asia minore; la Sardegna, la Corsica e una carta indicata come El Pignon; un altro mappamondo. Alcune carte sono di datazione incerta o con indicazione cronologica cambiata, per motivi commerciali o per eludere privilegi. Altre carte di piccolo formato, non tutte attribuite al Camocio, furono riunite poi in un volume di 88 fogli numerati. 
Lafreri nacque a Besançon nel 1512 e si trasferì a Roma nel 1544, dove aprì una casa editrice con Antonio Salamanca, ma poi rimase unico proprietario. Alla sua morte, nel 1577, la casa editrice passò al nipote Claudio Duchet. È considerato il precursore degli autori di atlanti, anche se nelle sue pubblicazioni le carte sono disposte disordinatamente.

Tratto da CARTOGRAFIA E TERRITORIO NEI SECOLI di Elisabetta Pintus
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