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Alcune rappresentazioni ossessive e loro traduzione


Per raggiungere una soluzione bisogna mettere le rappresentazioni ossessive in relazione temporale con le esperienze del pz, ovvero ricercare il momento in cui una certa idea ossessiva è apparsa per la prima volta e le circostanze esterne in cui essa riappare.
Nel pz è molto presente l’impulso suicida, a volte forse dovuto al fatto che provasse voglie selvagge e  omicide nei confronti di altri (che intralcia il suo amore) e questo portava all’ordine “ammazza te stesso”.
Non solo, la coazione a proteggere (la donna amata) significava una reazione contro un impulso contrario, cioè ostile, diretto proprio contro la donna amata. Queste azioni coatte in cui il primo è annullato dal secondo è tipico nella nevrosi ossessiva, il pensiero cosciente del malato le fraintende e le attribuisce a motivi secondari, le razionalizza, mentre il vero significato sta nel fatto che raffigurano un conflitto tra due impulsi antagonisti pari, più precisamente un conflitto tra amore e odio.
Nella nevrosi ossessiva i sue opposti vengono soddisfatti singolarmente e in riferimento a tale antagonismo il soggetto non era capace di valutare appieno la profondità dei suoi impulsi negativi.
Tratto da CASO CLINICO DELL'UOMO DEI TOPI di Carla Callioni
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