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Osservazioni su un caso di nevrosi ossessiva


Chi soffre di nevrosi ossessiva si sottopone al trattamento analitico più raramente di chi soffre d’isteria e spesso si rivolgono al medico solo quando il male ha raggiunto uno stadio tanto avanzato. Questo caso dura per un anno circa e condusse alla restaurazione piena della personalità del pz e scomparsa delle sue inibizioni.

Dalla storia della malattia
Un uomo piuttosto giovane soffre, fin dall’infanzia, di rappresentazioni ossessive e il suo male consiste in timori che qualcosa possa accadere a due persone che sono molto care e avverte impulsi ossessivi (tagliarsi la gola con un rasoio: impulso suicida)  e si fabbrica dei divieti. Egli ha perduto anni a lottare contro le sue idee ed è perciò rimasto indietro con la vita.
La sua vita sessuale è stata misera, ha praticato pochissimo la masturbazione e ha avuto il primo coito a 26 anni.
L’unica condizione che la cura lo avrebbe impegnato era di dire tutto ciò che gli passasse per la mente ed essere libero di scegliere il tema con cui iniziare le sue comunicazioni.
Ha un amico che stima enormemente e a cui si rivolge sempre quando è tormentato da un impulso dilettoso.
Tratto da CASO CLINICO DELL'UOMO DEI TOPI di Carla Callioni
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