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Il ruolo del narratore e del narratio di Welles


La conclusione sarà che il nuovo esempio tratto da Welles fornisce, invece che una smentita, una conferma e un’integrazione nel disegno che avevamo cominciato a tracciare con gli Ambersons. Ma avanziamo con calma e con ordine.
Esistono varie specie di personaggi che sullo schermo organizzano la scena e che sullo schermo la prendono in consegna. Quindi agli informatori e agli osservatori dobbiamo ora affiancare un narratore e un narratario puramente diegetici: rispettivamente fonte di notizie e punto d’ascolto interni al testo filmico, ma autonomi rispetto alle loro linee portanti; o autore e beneficiario di una rappresentazione che vale per loro e non necessariamente per chi gestisce l’intero testo: ne cogliamo bene i tratti in tutti quei personaggi che fungono da suggeritore e da testimone di un teatrino circoscritto e privato.
Questo narratore e questo narratario impersonano, a differenza dei precedenti, un punto di vista “secondo” all’interno della scena, sia nel senso di alternativo che di subordinato: infatti, pur dipendendo e imitando l’enunciatore e l’enunciatario, essi non ne raccolgono la possibile delega, e il film, nel momento in cui li costruisce e li ospita, si dichiara anche pronto a smentirli e ad abbandonarli al loro destino.
La differenza tra le due coppie(da un lato un narratore e un narratario che rivestono le funzioni rispettivamente di informatore e di osservatore; dall’altro un narratore e un narratario puramente diegetici) giostra su parecchi elementi: l’una agisce sul piano della metonimia, l’altra su quello della metafora; l’una opera sulla coerenza e sulla continuità, l’altra sulla pluralità e la frammentazione; l’una è inglobante, l’altra è inglobata, ecc; ma la distinzione più sensibile consiste nel fatto che
- nel primo caso l’enunciato, figurativizzando il farsi e il darsi del film, prende in carico la propria enunciazione,
- mentre nel secondo caso l’enunciato tiene in realtà in distanza l’enunciatore e l’enunciatario, li camuffa dietro una spessa maschera, e si situa quindi in uno spazio sganciato dalle coordinate enunciazionale.
In questo senso, le due coppie ci riportano all’opposizione tra commento e racconto.

Tratto da CINEMA di Nicola Giuseppe Scelsi
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