Skip to content

Abilità linguistiche dei soggetti con sindrome di Williams

Tutti concordano sul ritardo nello sviluppo delle abilità linguistiche da parte del bambino con sindrome di Williams.
 Le parole infatti compaiono tardi e non sono accompagnate dalla normale attenzione per gli oggetti, ma da una particolare concentrazione dello sguardo sul volto degli adulti. Il passaggio dalle parole alle frasi comincia allo stesso livello di vocabolario dei bambini normodotati e il ritardo nello sviluppo linguistico è marcato sia nella comprensione che nella produzione lessicale ( Bellugi e Bhirle 1990). È riscontarto inoltre che QI verbale e QI di performance nei bambini normodotati si equivalgono, nei bambini con sindrome di Williams il livello linguistico è più alto rispetto quello cognitivo non linguistico, infine nei bambini con sindrome di Down questo rapporto è invertito.
Rispetto a bambini con sindrome di Down, Williams producono in media un numero di parole molto alto per categoria, includendo meno ripetizioni, parole extracategoria e fornendo parole inusuali a bassa frequenza.
Questa sindrome comporta sia nella conversazione spontanea che nel racconto di storie una sorprendente loquacità sostenuta da un ricco vocabolario, frasi complesse e  ben articolate.
Tuttavia, linguaggio denominato “cocktail party speach” caratterizzato da verbosità e una grande quantità di parole e frasi, produzione di idiomi e frasi sociali stereotipate molto alto utilizzando una modalità superfamigliare di comunicazione con l’adulto.
 I bambini affetti da affetti di sindrome di Williams, commettono errori in maniera frequente perché non sono in grado di estrarre la regola grammaticale sottostante. L’apprendimento del genere grammaticale dipende dalla sensibilità alla frequenza, disponibilità e regolarità degli stimoli.
In caso di frasi nonsense : i bambini normodotati correggevano la parola senza senso dicendo subito quella corretta, mentre gli altri bambini sembravano semplicemente recepire e ripetere la forma fonologica, dimostrando di non processare attivamente input linguistici.
Dall’analisi degli errori emerge la tendenza dei bambini affetti da sindrome di Williams di omettere alcuni elementi: articoli, sostituire nomi o preposizioni creando frasi inaccettabili dal punto di vista grammaticale.

Tratto da CLINICA PSICOLOGICA IN SINDROMI RARE di Beatrice Segalini
Valuta questi appunti:

Continua a leggere:

Dettagli appunto:

Altri appunti correlati:

Per approfondire questo argomento, consulta le Tesi:

Puoi scaricare gratuitamente questo appunto in versione integrale.