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Tabacco

Il tabacco (Nicotiana tabacum o rustica)iene usato per produrre materiale da fumo, da fiuto, da masticare, insetticidi, solfato di nicotina (usato contro gli afidi). Si studiano utilizzi alternativi per il seme, dato che è ricco di grasso e proteine. Non è utilizzabile come foraggio perché la nicotina è tossica per gli animali.
È una pianta a radice fittonante, il fusto è di dimensione variabile (da 50 cm a 2-3 m) e viene chiamato stocco, la foglia è semplice di forma lanceolata e dimensioni variabili, il prolungamento della nervatura centrale è chiamato costa. Un carattere molto importante è il rapporto costa/lamina inversamente proporzionale alla qualità. L’infiorescenza è un corimbo, il frutto è una capsula. I semi sono molto piccoli 20-30000 semi pesano 1g, in genere in campo vengono piantate delle piantine già germinate in appositi semenzali (spesso usato floating system). I rami laterali si chiamano cacchi e vengono eliminati perché non favorevoli alla produzione (scacchiatura). Le foglie sono prima disposte a rosetta, poi seguono la levata, la comparsa del bottone fiorale e la fioritura.
I tipi di tabacco vengono divisi in base alle caratteristiche commerciali, date soprattutto dal materiale gentico e dai tipi di cura che subisce dopo la raccolta:
Tabacchi scuri: Kentucky, Brenta, Beneventano. Curati a fuoco. Vengono usati per trinciati da sigari.
Chiari americani: Burley, Maryland, Virginia. Cura all’aria: le foglie vengono infilzate e poi appese.
Orientali o levantini:Xanti-Yakà, Perustiza, Erzegovina. Hanno la foglia piccola, colore giallo. In genere vengono miscelati agli altri per dare aroma. In genere vengono curati al sole.
Sub-tropicali: Scafati, Avana. Tabacchi da fascia, cioè la foglia si usa per avvolgere il sigaro.
Il prezzo viene deciso di volta in volta in base alla qualità del prodotto che viene classificata in categorie, in senso decrescente: A, B, C e fuori categoria.
I criteri oggettivi che determinano la qualità della foglia sono: grandezza (+ grande + pregio), integrità, consistenza (peso, morbidezza) e colore (parametri: lucentezza, croma e tinta), combustibilità, contenuto in alcaloidi (nicotina), in nitrati (problemi di tossicità), in cloro (diminuisce la combustibilità), residuo bituminoso (dato da sostanze aromatiche, è un parametro di valutazione perché poi viene eliminato con i filtri).
Il tabacco è una specie macroterma, l’optimum di temperatura è tra i 25 e i 28°C, soffre con temperature < 10°C oppure > 30°C. Richiede molta luminosità, è una pianta brevidiurna, ma sono stati selezionati tipi neutrodiurni. Sopporta bene l’umidità dell’aria, per i tipi da fascia per aumentarla si coltiva sotto garza.
Si presta alla coltivazione in tutti i tipi di terreno: sciolti, non eccessivamente argillosi, sabbiosi o salini. I levantini vengono coltivati in terreni sciolti e poco fertili per avere un prodotto ottimale. In terreni salsi il prodotti è scadente anche per la presenza di cloro. I tipi come il Kentucky preferiscono terreni più duri e compatti, quelli come il Burley, delle condizioni intermedie. In genere le esigenze idriche sono molto scarse.
Il tabacco è considerata una coltura da rinnovo. Non si adatta a succedere colture come l’erba medica, perché si avrebbe un terreno ricco di sostanza organica ed azoto che farebbero cadere la qualità dei prodotti. La successione ideale può essere una coltura di frumento o un erbaio. La monocoltura non è consigliabile per problemi fitopatologici.
La preparazione del terreno richiede un’aratura ad una profondità di 30-35 cm, meglio se fatta in autunno nei terreni argillosi, l’amminutamento del terreno può essere fatto anche solo con un erpice perché si trapiantano piantine già germinate (Aprile-Maggio).
Il trapianto può essere fatto a mano o con la trapiantatrice: si assolca il terreno, si trapianta, poi si effettua l’irrigazione sulla fila per promuovere l’attecchimento della piantina. Distanza tra le file >70 cm, all’interno della fila la distanza varia in base alla varietà: Kentucky 1-2 piante/m2, Burley 6-7 piante/m2, levantini 25-30 piante/m2.
Concimazione: è possibile la letamazione ma non molto abbondante: 300-350 q/ha (non per i levatini). Asportazioni per Virginia Bright per ogni q di produzione: 2 kg di N; 0,6 kg di P2O5; 3,5 kg di K2O. Per una produzione media di 35 q integriamo: 70 kg di N (al massimo 140); 50 kg di P2O5; 50-75 kg di K2O. I quantitativi di potassio integrati sono di molto inferiori alle esigenze, questo perché in genere esso è contenuto nei terreni e nei fusti che, di norma, vengono interrati. Fosfato e potassio vengono interrati alla preparazione del terreno. L’azoto viene frazionato: 1/3 al trapianto, 1/3 alla 5-6^ foglia, 1/3 alla levata. Tra i concimi non si usano mai cloruri.
La prima irrigazione viene fatta al trapianto (metà aprile, può essere fatta direttamente dalla trapiantatrice o per infiltrazione laterale da solchi, consigliata per minori problemi di peronospora). Volumi irrigui: dal 40% di ET fino al 120% ET, in genere viene fatto l’80%; se si considera l’acqua disponibile non si va mai <50%. I turni nei terreni argillosi sono di 10-15 giorni, in quelli sabbiosi sono di circa 7 giorni.
Il diserbo viene fatto con prodotti specifici per il tabacco. Se nella coltura precedente sono stati fatti dei trattamenti persistenti, si possono ancora avere effetti residui dannosi (es: atrazine, diazine). È possibile anche fare la sarchiatura meccanica tra le file e a mano sulla fila. Dopo il primo mese di vita non c’è bisogno di trattamenti particolari.
La raccolta viene fatta a foglie o a pianta. La raccolta a foglia viene fatta in modo scalare (in 5-6 raccolte) dal basso verso l’alto (basali, I, II, III mediana e apicali). Le foglie apicali sono di qualità media, sono più piccole e più scure; le basali hanno la qualità più scadente, mentre le migliori sono le mediane. Quelle a contatto con il terreno vengono scartate. Spesso però si preferisce raccogliere la pianta intera, in questo caso si richiede la cimatura (circa 23-25 foglie/pianta), un’operazione che viene fatta quando compare il bottone fiorale, per evitare che il materiale nutritivo finisca completamente nelle foglie, può anche essere fatta meccanicamente.
Avversità: 
Peronospora: sono stati selezionati individui resistenti (es: beneventano), trattamenti preventivi
Virus: il più diffuso è il virus del mosaico del tabacco (TMV). Si previene con l’uso di materiale di propagazione certificato.
Orobanche: fare rotazioni
Sclerotinia: attacca i fusti
Grillotalpa e agrotidi (le larve mangiano le piante al colletto di notte): vengono combattuti con geodisinfestanti (in genere si usano esteri fosforici).

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