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Federico De Roberto, breve biografia



L’opera di De Roberto si è imposta all’attenzione della critica solo negli ultimi decenni. Questo rende problematica la ricostruzione della biografia. D’altra parte, la vita dello scrittore, di estrazione piccolo – borghese, non fu ricca di avvenimenti.
Vita
Nato a Napoli nel 1861, si trasferì con la madre a Catania, dove conobbe Verga e Capuana e si dedicò al giornalismo e alla letteratura.. soggiornò per un periodo a Milano, dove collaborò con il “Corriere della Sera” e ritornò a Catania. L’elenco delle sue opere è molto lungo e comincia con una raccolta di saggi critici, Arabeschi (1883). Nel 1887 pubblica la prima raccolta di novelle, La sorte, che risente del modello verghiano e che viene criticato per l’eccessiva crudezza veristica. Quasi per controbattere la critica, l’anno successivo pubblicò un’altra raccolta, Documenti umani, di ambientazione borghese – aristocratica e incentrato sull’analisi psicologica. Del 1889 è il primo romanzo Ermanno Raeli, di intonazione autobiografica.
L’opera principale
Il suo capolavoro, I Viceré, comparve nel 1894, lo stesso anno in cui fu scritto, L’Imperio, che ne è la continuazione e che, rimasto incompiuto, venne pubblicato postumo nel 1929. Frustato dall’insuccesso, smise di scrivere romanzi e si dedicò alla critica e alla saggistica. Nel 1921, però, scrisse un racconto interessante, La paura, nel quale veniva dissolta ogni retorica guerrafondaia e si dava, attraverso un tragico episodio, una rappresentazione realistica della vita in trincea. Il racconto si segnala anche per l’uso espressivo e spregiudicato del dialetto.

Tratto da CONTRORIFORMA E SECONDO 800 IN LETTERATURA di Gabriella Galbiati
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