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CBT - trattamento cognitivo-comportamentale- per l’insonnia concomitante a condizioni psichiatriche


Nel DSM, un sonno disturbato o di cattiva qualità è incluso tra i sintomi che caratterizzano i principali disturbi di umore e di ansia ed è associato a problemi di dipendenza da sostanze. I problemi di sonno non recedono per effetto del trattamento farmacologico e/o della psicoterapia, ma vanno affrontati con una terapia specifica per il sonno.
Disturbi dell’umore
La maggior parte dei pazienti con Disturbo di depressione maggiore riferisce un sonno di cattiva qualità e problemi di inizio e mantenimento del sonno. Gli studi di laboratorio hanno documentato alterazioni nell’architettura del sonno che includono un decremento della latenza del primo episodio REM e un incremento della quantità di sonno REM all’inizio della notte.
Una notte di deprivazione di sonno determina significativi miglioramenti nell’umore degli individui depressi, raggiungendo il massimo beneficio nel pomeriggio dopo la notte senza sonno, ma questi benefici sono transitori e ristretti al giorno immediatamente successivo alla notte di deprivazione. Un possibile ostacolo all’uso del CBT è che le persone depresse hanno difficoltà ad aderire a molti dei cambiamenti proposti dal protocollo. I bassi livelli di motivazione ed energia, tipici della depressione, possono giocare contro la capacità dei pazienti di riuscire ad aderire alle consegne e ai suggerimenti proposti dal terapeuta (compliance). E’ opportuno un preliminare o concomitante trattamento farmacoterapico e psicoterapico.
Nel caso del Disturbo depressivo bipolare, la sonnolenza diurna e una prolungata durata del sonno durante il giorno caratterizzano i pazienti nella fase depressiva. Gli episodi maniacali sono invece associati a prolungati periodi di veglia, ridotta durata totale del sonno e prolungate latenze. Gli stabilizzatori dell’umore disturbano il sonno dei pazienti. Considerando che la deprivazione del sonno ha un effetto attivante ed è associata agli episodi maniacali, la tecnica della restrizione del sonno potrebbe essere controindicata nel disturbo depressivo bipolare e andrebbe senz’altro evitata, preferendole la tecnica della compressione del sonno.
Disturbi di ansia
I pazienti con Disturbo d’ansia generalizzato hanno spesso difficoltà di inizio o di mantenimento del sonno. Dato che un elevato livello di arousal fisiologico e cognitivo di notte interferisce con il sonno e che le preoccupazioni sul non riuscire a dormire aumentano l’arousal, le tecniche di rilassamento e la ristrutturazione cognitiva sono componenti del CBT per l’insonnia che possono essere utilmente impiegate nei pazienti con disturbi d’ansia.
Dipendenza da alcol
L’alcol riduce la latenza del sonno, ma sopprime il sonno REM e incrementa il sonno a onde lente nella prima parte della notte. L’ingestione di alcol prima della disposizione a letto induce rilassamento e sedazione e facilita l’addormentamento. Tuttavia, nel corso della notte l’astinenza da alcol e gli effetti di inibizione dell’ormone antidiuretico incrementano la veglia intranotturna e perturbano il sonno della seconda metà della notte. L’uso continuo di alcol provoca tolleranza, la quale attenua l’effetto rilassante e sedativo che facilità l’addormentamento e aumenta la frammentazione del sonno durante la notte.
Informare i pazienti in fase di disintossicazione sugli effetti iniziali ma prolungati nel tempo della frammentazione del sonno determinati dall’astinenza dall’alcol può aiutarli ad affrontare meglio la perdita di sonno durante la fase acuta di disintossicazione.

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