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Piacere per Cicerone



QUANDO PERSEGUIRE UN DOLORE PER UN PIACERE MAGGIORE?

Nessuno disdegna o fugge il piacere in sè perchè è piacere, ma perchè son colpiti da grandi dolori coloro che non san perseguire il piacere razionalmente.  Così nessuno vuole il dolore in sè perchè è dolore, ma perchè in certi casi attraverso di esso si può ottenere piacere.  Ignoranti sono coloro che si tuffano nei piaceri presenti senza prevedere i dolori successivi. Quindi bisogna distinguere. Ci sono circostanze in cui bisogna rifiutare piaceri e accettare dolori. Il sapiente sceglie così quando sà che respingendo un piacere ne otterrà uno maggiore, e sopportando un dolore ne eviterà uno maggiore. Adesso T. giustifica le azioni dei Torquati della sua famiglia interpretando le loro azioni in un' altra chiave. Non fu per la virtù in se stessa che furono compiute.  Nel primo caso T. si protesse per non morire, e ottenne grande gloria ed affetto dall'esercito (cose grazie alle quali si vive senza timore). L'altro, condannando a morte un figlio, confermò con un esempio la disciplina del comando militare, mirando quindi al benessere dei cittadini. Ecco dunque 2 esempi in cui si tralasciano piaceri per averne di maggiori.

ESSENZA (NO DOLORE) E QUALITA’ (NO + O -) DEL PIACERE

Poi passa a spiegare l'essenza e la qualità del piacere. L'opinione vuole l'epicureismo come un dottrina che si occupa solo di piaceri, sensualità, mollezza. Ma, dice T., noi non seguiamo solo questo piacere percepito dai sensi come una specie di allegria, e che impressiona con qualche dolcezza, ma il massimo piacere è quello percepito sopprimendo ogni dolore. Privi di dolore proviamo gioia per il fatto stesso di non aver dolore, e tutto ciò per cui proviamo gioia è piacere. Quindi piacere=privazione di ogni dolore. In ogni caso la rimozione del dolore produce il succedere del piacere. Epicuro negò che esista uno stato intermedio tra i 2. Quello che secondo alcuni è lo stato intermedio, per lui è il massimo piacere. Si può si variare e distinguere il piacere, ma non aumentarlo o diminuirlo. Quindi non c'è il solo piacere che stuzzica i sensi. Qui racconta l'episodio del Padre e della statua di Crisippo (presa in giro dei cirenaici).
Tratto da "DE FINIBUS" DI CICERONE di Dario Gemini
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