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La crisi delle fonti del diritto statuali


Un’altra ragione di crisi dell’impostazione tradizionale delle fonti del diritto è la frammentazione e la distribuzione del pubblico potere secondo regole e schemi, non solo non previsti dalle norme costituzionali di organizzazione, ma anche ad esse del tutto estranei, come nei casi delle amministrazioni internazionali, di associazioni internazionali di carattere professionale e della globalizzazione dei mercati.
A tale distribuzione corrisponde la creazione di centri di produzione normativa non previsti ed estranei al testo costituzionale e tuttavia efficaci e suscettibili di condizionare il comportamento di soggetti pubblici e privati.
La lex mercatoria finisce, anche se per il tramite dei contratti che la richiamano e in forza dei lodi arbitrali che la applicano, con l’essere riconosciuta nell’ambito interno, quasi come una fonte autonoma proveniente da un ordinamento separato.
La disciplina della moneta, il governo dell’economia, la regolazione del mercato dei beni e dei capitali sfuggono sempre più alle istituzioni nazionali.
Questi fenomeni rischiano di produrre, insieme con la crisi dello Stato quale strumento di composizione e di sintesi delle diverse esigenze e tensioni che caratterizzano qualsiasi struttura sociale, anche la crisi dei procedimenti di formazione del diritto.

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