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Definizione di antigiuridicità


L’antigiuridicità consiste nel contrasto tra il fatto e l’intero ordinamento giuridico. Nella struttura del reato, essa si sostanzia nella mancanza delle c.d. cause di giustificazione.
La dottrina pone varie distinzione in tema antigiuridicità => oggi tuttavia risulta superata la distinzione tra antigiuridicità materiale (quale contrasto tra il fatto e gli interessi tutelati dalle regole di coesistenza sociale ) e formale (quale contrasto tra il fatto e la norma penale): si ritiene infatti che l’antigiuridicità sia un concetto unitario e inscindibile.
Analogamente, non è più condivisa la differenza tra teoria oggettiva (antigiuridicità come qualità del fatto tipico) e teoria soggettiva (antigiuridicità come coscienza di compiere un’azione illecita).
Nella dottrina più recente, infatti, si fa strada la tesi secondo cui l’antigiuridicità non può che essere oggettiva, in quanto si risolve in un giudizio di conformità tra un “fatto obiettivo” e l’ordinamento giuridico nel suo complesso, anche con riferimento quindi a norme extrapenali che non di rado prescindono dal richiedere requisiti soggettivi di colpevolezza.
Antigiuridico può essere anche il fatto del non colpevole, cioè di quel soggetto al quale non può addebitarsi il fatto stesso.
Si parla, infine di “antigiuridicità speciale” quando tra i requisiti del fatto tipico sono indicati elementi la cui definizione si desume da norme diverse da quella incriminatrice.


Tratto da DIRITTO PENALE di Beatrice Cruccolini
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