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Sistemi settoriali di innovazione


Perché i sistemi settoriali? Che cosa dicono in più rispetto ai sistemi nazionali?

Tra sistemi nazionali e sistemi settoriali esiste parziale sovrapposizione
• sistemi nazionali
- Comprendono più sistemi settoriali
- Influenzano il funzionamento dei sistemi settoriali
• I sistemi settoriali, per contro
- hanno confini geografici variabili
- Presentano caratteristiche precise che variano a un settore all’altro
- Possono essere decisivi per la crescita/ristagno di un paese.

Di fatto la differenza è una questione di fuoco analitico
I processi di innovazione seguono logiche settoriali assai più che pattern nazionali: il settore è la dimensione più pertinente per descrivere le dinamiche innovative
→ settori tecnologici presentato caratteristiche molto simili da paesi a paesi (es: farmaceutica, automobili, industria alimentare)
• Concentrazione dell’attività innovativa
• Dimensione delle imprese innovative
• Stabilità nella gerarchia degli innovatori
• Entrata tecnologica (domande brevetto da parte di imprese nuove)
Malerba: insieme di settori all’interno di 6 Paesi europei, nota una forte somiglianza, le imprese che innovano rispetto al totale hanno gradi di concentrazione molto simili a seconda del settore. Anche le dimensioni e la stabilità di alcune imprese innovative nel tempo.

Differenze e classificazione dei settori
Struttura di mercato & dinamica demografica
Schumpeter Mark I - distruzione creativa: facilità entrata tecnologica; ruolo chiave dell’imprenditore e nuove imprese.
Schumpeter Mark II - accumulazione creativa: predominanza della grande impresa, alte barriere all’entrata, innovazione figlia della performance innovativa passata.

Flussi intersettoriali di tecnologia
• Settori fornitori netti: macchinario, strumenti meccanici, chimica, elettronica,
• Settori in equilibrio: ingegneria meccanica, metallurgia
• Settori utilizzatori netti: tessile, petrolifero,

Lavoro di Pavitt (1984), rispetto a Robson et Al (1988), offre quadro organico dei rapporti tecnologici intersettoriali.
In aggiunta mette in relazione gli apporti tecnologici con:
• Dimensione e diversificazione dell’impresa
• Traiettorie tecnologiche
• Strutture di mercato
• Modalità di appropriazione

Classificazione di Pavitt (1984)

Flussi di tecnologia tra i microlettori di Pavitt



Tratto da ECONOMIA DELL'INNOVAZIONE di Mattia Fontana
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