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Il dimensionamento della capacità produttiva


Il problema relativo alla dimensione più conveniente degli impianti è legato a una serie di valutazioni relative: alle congiunture del mercato di sbocco, alla possibilità di disporre di mezzi finanziari a condizioni convenienti, all’ampiezza territoriale a cui deve estendersi l’erogazione del servizio, alla durata della concessione, alla presenza o meno nella concessione di clausole che obblighino l’azienda a rilevare impianti o attrezzature già esistenti, alle congiunture di mercato favorevoli ai servizi succedanei, ai progressi tecnologici nel settore.
Nelle imprese industriali vi è la possibilità di applicare la politica dello stock, grazie alla quale l’impresa può dimensionare gli impianti commisurandoli alla domanda media, anziché alla punta massima di domanda (nei periodi di bassa domanda si accantonano scorte da collocare successivamente sul mercato nei periodi in cui la domanda è più intensa).
Nelle imprese di servizi pubblici l’impossibilità di immagazzinare scorte e l’obbligo (sociale) della fornitura la capacità produttiva va dimensionata a livello di punta massima di domanda.
Spesso la scelta della quantità di produrre si trova una posizione intermedia rispetto a questi due casi limite, che corrisponde a quella in cui la somma degli oneri per il mantenimento delle scorte e dei costi di capacità sprecati è la più bassa possibile.

La problematica della scelta dimensionale comporta valutazioni differenti a seconda se attiene al livello complessivo dell’azienda o a quello del singolo impianto o unità produttiva.
Nel primo caso la scelta della dimensione è collegata alle previsioni dell’andamento della domanda nel lungo periodo, la cui analisi si presenta abbastanza difficile (per la determinazione di scenari futuri all’aumento dell’arco temporale) e rischiosa (perché eventuali errori di previsione possono influire negativamente sulle condizioni di economicità dell’azienda, nel caso la domanda sia sovrastimata, o sul livello di soddisfazione dei fruitori, nel caso della domanda sia sottostimata).
Le scelte dimensionali collegati invece al singolo impianto o unità produttiva assume un rilievo critico minore perché, pur concorrendo alla capacità di erogazione complessiva dell’azienda, un’errata valutazione può essere compensata dalla capacità di erogazione degli altri impianti a disposizione.
La determinazione della dimensione del singolo impianto sia nelle aziende private, sia in quelle di servizi pubblici è generalmente collegata alle esigenze di garantire il rispetto delle condizioni di economicità; ciò comporta la valutazione della dimensione ottima minima da attribuire ai singoli impianti.
1° aspetto rilevante in cui si va a definire il dimensionamento dell’impianto: Definire in quali condizioni si può operare in condizioni di massima efficienza.
Nel breve periodo, la Dimensione Ottima Minima (DOM) cioè la quantità da produrre nel rispetto delle condizioni di massima efficienza produttiva e data una certa struttura di costi fissi, corrisponde al punto di minimo della curva dei costi medi unitari di breve periodo.
L’inviluppo delle curve di costi unitari di breve periodo determina la curva di costi unitari di lungo periodo; l’andamento effettivo della curva dei costi unitari di lungo periodo ha un andamento del tipo di quello riportato di seguito.

La DOM mi definisce quella quantità di produzione che può essere realizzata in condizioni di massima efficienza.
Nel breve periodo la DOM al troviamo nel punto di minimo (di flesso)
Nel lungo periodo  ->  calcolare il trend delle DOM dei costi di breve periodo che si sviluppano nel lungo periodo  ->  la DOM la troviamo in quest’area (v.grafico)

La dimensione ottimale di breve periodo corrisponde ai punti di minimo delle curve dei costi, mentre nel lungo periodo la Dimensione Ottima Minima si ottiene unendo i punti di minimo delle curve di costo di breve periodo, e corrisponde al punto di minimo dei costi, oltre il quale essi tendono ad aumentare.

La curva dei costi unitari di lungo periodo dapprima decresce rapidamente, poi tende ad appiattirsi e poi cresce di nuovo. Ciò significa che dapprima i costi marginali sono decrescenti, poi gli effetti si annullano, cioè i costi unitari e i costi marginali sono costanti e definiscono un intervallo in cui tutti i valori corrispondono ad una dimensione ottima minima (DOM); infine nell’ultimo tratto i costi marginali diventano crescenti. Per valori quindi inferiori all’intervallo (A-B) l’azienda non ha ancora goduto delle economie di scala, all’interno dell’intervallo (A-B) l’azienda raggiunge l’economie di scala e per valori oltre l’intervallo, l’impresa risente delle diseconomie di scala.
Nelle aziende di servizi pubblici la scelta di una dimensione che risponda a criteri di economicità è condizionata dall’esistenza di vincoli esterni. E’ possibile individuare 3 ordini di fattori vincolanti che intervengono nel processo decisionale volto a definire il dimensionamento più conveniente:
esigenze sociali e vincoli istituzionali e normativi (es: scuola o ASL la cui dimensione è vincolata dall’esigenza di soddisfare la domanda di un determinato bacino di utenza)
con testualità tra processi produttivi e erogativi  ->  impossibilità di adoperare le scorte
tipologie di servizi (servizi con e senza tempo di attesa), nel secondo caso, l’impossibilità di differire nel tempo la prestazione vincola in modo rigido le scelte dimensionali (punta max), nel primo caso invece viceversa si possono programmare dimensioni che possono garantire migliori condizioni di efficienza)
Il divario tra “carico di base” e “carico di punta” fa sì che la quantità di pieno sfruttamento degli impianti è prodotta solo per brevi periodi di tempo (cioè il livello di punta massima di domanda si manifesta in termini di discontinuità); il sottoutilizzo degli impianti crea un allentamento dal punto minimo della curva dei costi unitari di breve periodo, cioè un allontanamento dalla quantità ottima da produrre (DOM).
Quindi Tanto più frequentemente ci allontaniamo dalla punta max della domanda, tanto più gli impianti sono sottoutilizzati e tanto più ci allontaniamo dalla DOM.
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