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Concetti di prevenzione


Gli interventi sono diversi a seconda delle fasi di patologie: prevenzione primaria (nella fase di esposizione ai fattori di rischio: promozione e mantenimento della salute con interventi individuali – collettivi effettuati sulla popolazione sana). Per es. malattie infettive: identificazione di focolai di contagio infettivo (disinfezione, sterilizzazione) interventi di bonifica ambientali per  diminuire il rischio di contagio infettivo, campagne vaccinali.
Nelle patologie croniche:  rimozione di fattori di rischio implicati nello sviluppo delle diverse malattie più  adozione di stili di vita favorevoli. Elemento comune: campagne di informazione e educazione sanitaria (interventi atti a rendere consapevoli i soggetti dei possibili danni dovuti all’esposizione ai fattori di rischio e mutarne favorevolmente i comportamenti).
Prevenzione secondaria: è un atto di natura clinico – diagnostica, si usa solo per  malattie croniche: identificazione precoce delle malattie o condizioni di rischio con immediato intervento terapeutico per  interromperne o rallentarne il decorso.  Elemento principale adottato è screening.
Prevenzione terziaria: prevenzione delle complicazioni di una malattia già in atto o irreversibile. Tipica delle malattie croniche o alcune patologie infettive che possono cronicizzarsi (per es. AIDS): attuazione di tutte le misure mediche, sociali, psicologiche atte a ridurre i danni dell’invalidità, diminuire la sofferenza del paziente colpito, favorire il reinserimento sociale e allungare il periodo di sopravvivenza.

Tratto da ELEMENTI DI METODOLOGIA EPIDEMIOLOGICA di Antonella Bastone
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