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Ipogonadismo


Ipogonadismo primitivo (ipergonadotropo)
Il danno delle cellule di Leydig compromette la produzione di androgeni (testosterone) e/o altera i tubuli seminiferi, con conseguente oligospermia ( = diminuzione del numero di spermatozoi nel liquido seminale) o azoospermia ( = assenza di spermatozoi nel liquido seminale) e aumento delle gonadotropine.
La sindrome di Klinefelter è la causa più frequente di ipogonadismo primitivo.
Quadro clinico: “testicoli piccoli e duri, ridotti caratteri sessuali secondari, frequente ginecomastia (= ingrossamento delle mammelle), criptorchidismo, ritardo mentale”.

Ipogonadismo secondario (ipogonadotropo)
Le alterazioni della ghiandola ipofisi o dell'ipotalamo compromettono la secrezione delle gonadotropine e questo può determinare impotenza e/o sterilità. L’ipogonadismo ipogonadotropo genetico più frequente è la sindrome di  Kallmann.
Quadro clinico: criptorchidismo, micropene.

Per diagnosticare l’ipogonadismo sono necessarie le valutazioni ormonali (testosterone, LH, FSH, PRL), l’esame seminologico, l’eco-doppler scrotale.
Terapia: testosterone per ripristinare la libido e la normale androgenizzazione; talvolta FSH e LHRH pulsatile ripristinano la spermatogenesi.

Tratto da ENDOCRINOLOGIA di Lucrezia Modesto
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