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Friedman, il filosofo del liberismo


Definito l’anti - Keynes, Friedman sostiene che lo Stato costa più di quanto rende.
Assolutamente contrario ad ogni tipo di intervento pubblico, sostiene invece la teoria del libero mercato.
La libertà è un valore morale fondamentale e il mercato è un meccanismo ottimo per compiere libere scelte.
Il libero mercato basato sulla logica capitalistica concorrenziale, dà la possibilità ad ognuno, di sfruttare al meglio le proprie possibilità.
Accusatore dello Stato perché:
- grava anche sui poveri, mentre i benefici vanno anche ai ricchi
- i servizi resi sono insoddisfacenti
- il vero fine non è aiutare i meno abbienti, ma fare l’interesse di politici, burocrati, sindacalisti ecc
- a parità di costo, risultato inferiore
L’alternativa proposta è l’imposta negativa sul reddito, utile a combattere la miseria.
Si individua un break- even point in corrispondenza del quale non si pagano imposte; Friedman sostiene che ai percettori di reddito inferiori al minimo, lo Stato assegni una somma equivalente alla % della differenza tra reddito minimo e reddito percepito (ne parla in “nessun pasto è gratis”).
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