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La contraddizione tra opere filosofiche ed economiche di Smith


Il problema di Smith nasce dalla contraddizione delle sue opere filosofiche con quelle ecnomiste.
In realtà, moralista e economista coincidono: la Teoria dei sentimenti morali è la chiave di lettura per comprendere La ricchezza delle nazioni.
- Il Principio di Simpatia: l’uomo sente la necessità di suscitare simpatia nel prossimo, in quanto tende a ricercare l’apprezzamento altrui. Così inizia a lavorare e ad accumulare favorendo la produzione economica: il panettiere produce pane non per farne dono (benevolenza), ma per venderlo (perseguimento del proprio interesse): in tal modo produce un bene desiderato, apprezzato dal cliente.
- Di conseguenza il libero scambio e il funzionamento dell’economia di mercato presuppongono il principio di simpatia, per cui il mercato è il luogo di convergenza di interessi personali, che possiede forze di autoregolazione (mano invisibile) e tende ad un equilibrio naturale e non ad un campo di combattimento.
Non serve a nulla che il ricco proprietario produca molto grano per consumarlo da solo, senza pensare ai fratelli. Nonostante l’unico loro fine è la soddisfazione dei propri interessi, i ricchi proprietari danno lavoro a migliaia di persone povere, condividendo con loro il prodotto delle loro migliorie. Essi sono condotti da una mano invisibile che tende alla distribuzione equa della ricchezza.
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