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Idea di sostanza in Hume



Un altro passo fondamentale nella sua analisi distruttiva delle concezioni precedenti è l’idea di sostanza considerata sia come materiale degli oggetti, sia spirituale come insieme di percezioni dell’io. Per ciò che riguarda la sostanza materiale egli riprende pari pari il discorso di Locke a proposito delle idee semplici e composte (l’esempio dell’oro) introducendo il concetto di abitudine: l’oro lo consideriamo come sostanza unica per abitudine. Egli però compie un passi in  più poiché giustifica questo uso: essendo tale uso, certamente non fondato razionalmente, basato sulla credenza, tutti gli uomini “istintivamente” lo utilizzano in tal senso per cui la tendenza naturale giustifica “l’uso scorretto” o diremmo meglio non fondato razionalmente. Analoga è la critica che fa alla sostanza spirituale: il soggetto che percepisce non è mai direttamente oggetto di un’impressione che parte da se stesso: noi ci limitiamo a percepire solo singoli stati di coscienza (sensazioni, passioni, pensieri) ma non cogliamo mai un loro soggetto ipotetico unitario. Questo nostro sentirci unità, dunque uomo, è solo una credenza connaturata all’uomo.
Tratto da FILOSOFI DELL'ETÀ MODERNA di Carlo Cilia
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