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Discepoli di Socrate. Aristippo e l'edonismo


Aristippo giunge ad una conclusione esattamente opposta a quella di Antistene: partendo dalla concezione del bene come dotato di un potere incontrastabile di attrazione egli ne trae la conclusione inversa: tutto ciò che attrae è Bene. Ma ciò che soprattutto attrae è il piacere (edonè) fine che tutti perseguono. Egli sfocia nell’edonismo per cui piacere è ciò che è presente, felicità è la somma di piaceri passati e futuri. Ad ogni modo essi vanno padroneggiati. Le sensazioni affettive allora sono, sul piano della conoscenza, l’unico criterio direttivo oltre il quale l’uomo non è in grado di conoscere.

Tratto da FILOSOFIA ANTICA di Carlo Cilia
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