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L'ipercolonna


L'ipercolonna:
I 3 tipi di organizzazione colonnare (colore, orientamento e dominanza oculare) formano un'ipercolonna = modulo corticale di 1mm x 1mm che contiene tutte le colonne di orientamento, i blobs e le colonne di dominanza oculare relative a una particolare regione dello spazio: è una colonna necessaria e sufficiente (altrimenti ➔ pseudo-cecità: ci vedo ma non riesco ad elaborare le info relative a ciò che osservo).

Possiamo quindi dire che V1 è formata da tanti moduli ripetuti regolarmente, ognuno dei quali codifica queste 3 caratteristiche nei vari settori dello spazio visivo.

Efferenze da V1:
L'output riguarda strutture sottocorticali, come il collicolo superiore, e altre del tronco encefalico come il ponte. Attraverso connessioni cortico-corticali (orizzontali) l'info è mandata ad aree corticali o torna al CGL (VI strato).
  • Le cellule piramidali degli strati II, III e IV-B vanno ad altre aree della corteccia
  • Le cellule piramidali dello strato V vanno al collicolo superiore e al ponte
  • Le cellule piramidali dello strato VI tornano al NGL
Oltre V1:
Secondo la teoria di Ungerleider e Mishkin (1982), esistono 2 distinti flussi di elaborazione visiva nella corteccia: via dorsale e ventrale. Esse si dividono a partire dal lobo occipitale, verosimilmente dall'area V2 in avanti.

Via dorsale: è considerata la “via del dove” o “via dell'azione” (analisi spaziale e del movimento – attivazione di V5). L'area medio-temporale (V5) è specializzata per l'analisi del movimento e riceve input da V2 e V1 e dallo strato IV-B e termina nel parietale.

Via ventrale: è considerata la “via del cosa” (analisi del colore e riconoscimento degli oggetti – attivazione di V4) e si dirige verso il lobo inferotemporale. In caso di lesione di V4 si verifica l'acromatopsia (visione in bianco e nero), che è diversa rispetto al daltonismo (visione bicromatica).
La corteccia infero-temporale (IT) riceve da V4 ed è importante per il riconoscimento degli oggetti (identità: es. l'oggetto sferico che rotola è una palla), grazie ai suoi campi recettivi grandi e alle afferenze complesse; è indipendente dalle caratteristiche percettive dello stimolo (luminanza, dimensione, orientamento) ed è connessa all'ippocampo per la ritenzione di tracce mnestiche.



Lesioni alla corteccia infero-temporale provocano l'agnosia (incapacità di riconoscere e attribuire un significato agli oggetti).

Altra area importante è il giro fusiforme, adibito al riconoscimento dei volti (prosopoagnosia = incapacità di riconoscere i volti).
Lesioni in aree circostanti alle zone sopra citate portano all'incapacità di riconoscere le parti del corpo e le espressioni (es. sorriso).



10 anni dopo la teoria di Mishkin, Milner e Goodale hanno suggerito che la via ventrale sia per la percezione degli oggetti, mentre la dorsale serva ad interagire con essi (“via del come”). Negli ultimi anni è infatti stato dimostrato che la via dorsale è inserita in una serie di circuiti di trasformazioni sensomotorie, utilizzati anche per funzioni cognitive legate alla codifica dello spazio, degli oggetti e delle azioni altrui.

GERARCHIA VISIVA


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