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La classificazione delle aree protette

La classificazione delle aree protette



CLASSIFICAZIONE DELLE ANP. Classificare e definire le aree protette non è cosa semplice, e non a caso in occasione di alcune Convenzioni internazionali come quella di Londra del 1933 e quella di Washington del 1940, emersero i primi tentativi di fornire una definizione esauriente. Ma solo a partire dal 1948, l'anno della fondazione dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura si iniziò una proto classificazione delle aree protette, che vide la luce nel 1956, con una rigidità schematica, concettuale ed applicativa che non soddisfaceva. Mancava ad esempio quasi completamente un riferimento alla presenza dell'uomo, tranne nelle cosiddetteriserve antropologiche, che collegavano la dimensione umana a testimonianze preistoriche ed escludeva parchi più innovativi come quelli francesi.
Allo scopo di dare definizioni più sostanziali nacque la WCPA, la Commissione per i Parchi Nazionali e le Aree Protette, che con frequenza quinquennale pubblica l'elenco delle aree protete di tutto il pianeta. Una lista che viene fatta propria anche dalle UN. La prima stesura è del 1967, a cura di J. P. Harroy e nel 1974 a Kinshasa si posero le basi per un organico lavoro di classificazione che continuò un Portogallo nel 1978 (12° meetin WCPA) e si conclusero nel 1980 con la pubblicazione di un documento di classificazione basato su dieci categorie suddivise in tre gruppi.

Tratto da GEOGRAFIA di Gherardo Fabretti
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