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Neri e il gruppo omogeneo


Il commuting di Neri descrive l’attività di trasformazione e coordinamento dei contenuti del campo del gruppo, dall’individuo verso il gruppo e viceversa. La risonanza è la possibilità per il gruppo di organizzare la comunicazione al proprio interno. Un sistema in risonanza risuona armoniosamente con una configurazione data, in un dato momento.
L’omogeneità agisce come controcampo rispetto a tutto ciò che è esterno, diverso, mancante, non omogeneo con l’interno del gruppo. Il modello di base della configurazione di gruppo non è la famiglia reale, ma quella immaginata dal bambino, costituita da 2 genitori buoni e 2 cattivi, che rappresentano i prototipi di divinità buone o malvagie, idee astratte di bene o di male.
L’omogeneità conferisce un valore di legittimazione, crea legami fra i membri del gruppo e con l’analista, sentito come facente parte o omogeneo a sua volta. La monosintomaticità facilita l’uscita dalla solitudine angosciante e alienante, favorisce la certezza di sentirsi accettati e compresi.
Condividere l’angoscia problematica riduce l’angoscia persecutoria e di frammentazione caratteristica della presenza dell’estraneo. La similarità, l’uguaglianza, l’omogeneità investono ogni evento e racconto. L’identità del gruppo non è un obiettivo da scoprire, ma è fornita da una condizione di appartenenza.
Tratto da GRUPPI OMOGENEI di Paola Alessandra Consoli
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