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Le caratteristiche delle carte geografiche


Poiché la carta geografica è una versione molto ridotta della realtà che riassume, essa tende a generalizzare i dati che riporta. La scala, ossia il rapporto tra le dimensioni o l’entità di un fenomeno sulla carta geografica e lo stesso elemento sulla superficie terrestre, fornisce una misura di tale generalizzazione. Minore è la scala di una carta geografica, maggiore è l’area geografica che copre e più generalizzati i dati che descrive. Maggiore è la scala, minore è l’area geografica rappresentata e con più accuratezza può essere rappresentato il suo contenuto.
Più ampia è la superficie terrestre riprodotta sulla carta geografica, maggiore è la distorsione della rappresentazione.
Il motivo è che la carta geografica deve rappresentare la superficie curva del pianeta Terra, che è tridimensionale, su un foglio di carta bidimensionale. Il termine proiezione cartografica indica il metodo scelto per rappresentare la superficie curva della Terra con una carta geografica in piano. Siccome una rappresentazione assolutamente precisa è impossibile, tutte le proiezioni inevitabilmente distorcono la realtà.
I punti chiave di riferimento del sistema a reticolo sono il Polo Nord, il Polo Sud e l’Equatore, che sono dati in natura, e il primo meridiano, che invece è stato stabilito dai cartografi per via convenzionale (è il meridiano di Greenwich, così detto perché passa dall’osservatorio sito nell’omonimo sobborgo di Londra). Poiché un cerchio di 360 gradi, la distanza tra i poli è di 180 gradi, mentre tra l’Equatore e ciascun polo è di 90 gradi. La latitudine misura la distanza a nord e a sud dell’Equatore (0°), e i paralleli di latitudine sono tracciati in direzione est-ovest. La longitudine è la distanza angolare a est o a ovest dal primo meridiano ed è rappresentata da linee che vanno da nord a sud chiamate meridiani, le quali convergono ai poli. Le proprietà del reticolato geografico che il cartografo cerca di mantenere e che l’utente dovrebbe tenere presenti sono le seguenti.
1. Tutti i meridiani hanno pari lunghezza; la lunghezza di ciascuno di essi è pari alla metà della lunghezza dell’Equatore.
2. Tutti i meridiani convergono ai poli e sono vere e proprie linee che vanno da nord a sud.
3. Tutte le linee di latitudine (paralleli) sono parallele all’Equatore e fra loro.
4. La lunghezza dei paralleli diminuisce man mano che si avvicinano ai poli.
5. I meridiani e i paralleli si intersecano ad angolo retto.
6. La scala sulla superficie della sfera terrestre è la stessa in ogni direzione.
Le carte geografiche generiche, ovvero di riferimento di ubicazione, costituiscono un’ampia tipologia di carte geografiche familiari a ciascuno di noi; esse si prefiggono il semplice obiettivo di mostrare, senza analisi o interpretazione, una grande varietà di caratteristiche naturali o prodotte dall’uomo, come le carte stradali o le piante di città. Dalla fine del XVIII secolo, furono redatte anche le carte tematiche.
Carta tematica è un termine generico che si applica a una carta in qualsiasi scala che presenti una specifica distribuzione spaziale o dati di un unico tipo, ossia che presenti un tema in forma grafica.
Le carte tematiche possono essere sia qualitative che quantitative. Lo scopo principale della prima è rappresentare la distribuzione di una particolare tipologia di informazioni. Le carte tematiche quantitative, invece, rappresentano la dimensione spaziale dei dati numerici. Di solito, viene scelta un’unica variabile, come la popolazione o la produzione annua di grano, e la carta geografica mostra la variazione di quella caratteristica da luogo a luogo.

Tratto da I CONCETTI CHIAVE DELLA GEOGRAFIA di Gabriella Galbiati
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