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L’identità: definizione


L’identità non è un concetto semplice e unitario; Erikson ha parlato dell’identità personale come di una consapevolezza da parte dell’individuo di un senso di Sé costante e continuo nel tempo e anche del riconoscimento da parte degli altri di queste qualità del sé dell‘ individuo. Il riconoscimento e l’accettazione da parte della comunità è una parte importante del processo di formazione dell’identità.
Akhtar e Samuel hanno selezionato quelle che sono le componenti fondamentali dell’identità:

- immagine corporea realistica
- senso soggettivo di costanza del sé
- atteggiamenti e comportamenti coerenti
- continuità temporale dell’esperienza di sé
- genuinità e autenticità
- chiarezza per quanto riguarda il genere
- coscienza interiorizzata
- senso di appartenenza etnica

Nel campo della psicopatologia, O.Kernberg ha introdotto il concetto di “diffusione dell’identità” come elemento c entrale delle organizzazioni borderline di personalità. La diffusione di identità si riferisce a rappresentazioni di sé e dell’altro parziali, anziché integrate, che risultano dall’uso di meccanismi di difesa, come la scissione, che permettono alla persona di evitare la consapevolezza delle qualità odiate nelle persone che essi amano e delle quali hanno bisogno.
La ricerca attuale nella psicopatologia dello sviluppo raramente parla di identità, ma c’è una recente enfasi sullo sviluppo di un Senso di Sé nel bambino che procede di pari passo con la crescente consapevolezza della separatezza della vita mentale degli altri.
Fonagy ha introdotto il concetto di “funzione riflessiva”, indicando con tale costrutto la capacità del bambino nel formulare e nel compiere azioni sulla base delle proprie concezioni delle credenze, dei sentimenti e dei programmi degli altri. Lo sviluppo di questa competenza è legato alla qualità dell’interazione del bambino con il suo caregiver.
Fonagy e Target hanno suggerito che l’attaccamento sicuro è un buon contenimento da parte della madre, laddove l’attaccamento insicuro è il risultato dell’identificazione del bambino col comportamento ansioso, difensivo della madre.

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