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Evoluzione dell’Ordine dei Templari


Convinti della propria superiorità, elitè guerriera della Cristianità, avevano poca simpatia per le sofferenze altrui e poca considerazione per sentimenti e opinioni; all'inizio del XIII secolo, papa Innocenzo III, egli stesso era stato templare, emanò una bolla intitolata “De insolentia Templariorum”. Protetti dalla scomunica eccetto che dal papa, al di sopra delle leggi laiche, divennero un gruppo molto arrogante; erano simili ai membri della casta aristocratica e li superavano sotto altri aspetti. Tutto questo non sarebbe stato sufficiente per dare inizio ad una campagna persecutoria, infatti altri ordini godevano di simili privilegi ed esenzioni ed erano ugualmente impopolari. Combattere i Saraceni e difendere la Terra Santa, questo era il compito di Templari e Ospitalieri, e molto fu perdonato purchè svolgessero bene il proprio compito; ma il regno cristiano poteva sopravvivere se l'Islam restava diviso e purtroppo nel 1209 Acri, ultima roccaforte cristiana cadde nelle mani musulmane; le forze templari crollarono combattendo e i pochi sopravvissuti furono gli ultimi cristiani a lasciare la Palestina. I superstiti si riunirono a Cipro dove cominciò una fase di revisione; in Spagna continuarono a combattere i Mori, ma molti tornarono a casa; erano convinti che la Cristianità dovesse pagare loro un vitalizio per le imprese, ma fu una pericolosa supposizione. Privi di una politica precisa, divennero soggetto passivo delle politiche altrui; erano un ordine principalmente francese e l'unico in grado di sferrare loro un attacco era proprio il re.
Tratto da I TEMPLARI di Elisa Giovinazzo
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