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Le caratteristiche del Tempio


Il Tempio divenne una banca; il commercio stava crescendo e così la domanda di valuta, ma era difficile e costoso trasportare grandi quantità di oro, perciò il Tempio diede vita ad un sistema di credito. Cominciò con il trasferimento di depositi a vantaggio dei pellegrini, così che al loro arrivo in Terra Santa avessero disponibilità di denaro, e presto estese simili servizi ai mercanti. L'Ordine poteva emettere lettere di credito che erano accettate dai mercanti in ogni paese cristiano, inoltre aveva sviluppato un sistema bancario internazionale: prestava denaro per le crociate con tassi di interesse. La Chiesa condannava l'usura e il Tempio aggirava il bando raccogliendo interessi sotto forma di censo. Il Tempio di Parigi divenne centro finanziario europeo, e per lo stato francese anche un ministero delle finanze non ufficiale, che spesso aiutava il regno nelle crisi; procurava prestiti sia per doti regali che per guerre. Il tesoriere del Tempio, Hugues de Pairaud fu nominato cassiere e custode di tutte le entrate reali. Prima di costui altri Templari erano stati coinvolti negli affari di stato, erano uomini di grande esperienza e accortezza, e degni di fiducia da parte dei sovrani, erano precettori nelle varie province, a corte avevano la precedenza in quanto ecclesiastici e nei concili della Chiesa erano rispettati in quanto capi guerrieri. I privilegi furono notevoli, nel 1163 il  papato emanò la bolla “Omne datum optimum”; il Tempio aveva appoggiato l'elezione di Alessandro III e perciò in questo documento il papa esprimeva la sua gratitudine e trasformò l'ordine in un'istituzione autonoma non soggetta ad autorità secolari o ecclesiastiche, eccetto il papa stesso, così pure tutti i possedimenti furono posti sotto la salvaguardia della Santa Sede. Ebbero inoltre la possibilità di nominare i propri confessori e costruire le proprie chiese. Inevitabilmente sorsero ostilità da ambienti diversi, erano odiati da parecchi elementi della Chiesa, gran parte delle terre destinatigli furono sottratte a proprietà ecclesiastiche, inoltre consapevole dei privilegi ed esenzioni, il Tempio calpestava le prerogative delle altre istituzioni religiose. In particolare le concessioni ricevute dal papato lo escludevano dal controllo effettivo dei vescovi, per i quali i Templari dimostravano aperto disprezzo. A causa del coinvolgimento nella finanza e commercio entrarono in conflitto con gli interessi secolari; il Tempio aveva acquistato anche una sua flotta e si era impossessato della maggior parte del traffico dei pellegrini verso la Terra Santa, guadagnando l'inimicizia di altre compagnie di navigazione.
Tratto da I TEMPLARI di Elisa Giovinazzo
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