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L'uso del pedale

  

Casella dunque si dedica a quello che definisce "uno fra i maggiori problemi dell'esecuzione pianistica": l'uso del pedale.
Fondamentalmente il pedale costituisce un potente mezzo di arricchimento del suono mediante la compartecipazione degli armonici all'emissione del suono, ma sua importante funzione è anche quella di rendere possibile il prolungamento del suono. L'uso di questo mezzo soggiace ad alcune regole generali, validamente esposte da Casella, e cioè:
1- il rinnovo del pedale deve seguire immediatamente l'esecuzione del nuovo accordo o della nuova nota melodica;
2- ogni registro del pianoforte comporta un trattamento diverso del pedale;
3- il pedale deve essere rinnovato ad ogni mutamento di armonia.

Queste tre regole paiono assolute e fondamentali, anche perché generalmente condivise. Ad esse se ne aggiungono molte altre, a seconda dei casi e delle esigenze. Infine Casella consiglia di non fidarsi completamente dei pedali dei revisori (pur affermando che quelli delle sue proprie revisioni sono frutto di lunga riflessione e studio meticoloso) e di accettare in maniera molto critica quelli originali degli stessi compositori, soprattutto a causa delle differenze tra i pianoforti moderni e quelli precedenti, meno evoluti dal punto di vista meccanico. Quanto al pedale sinistro, esso va considerato come un mezzo per modificare il timbro dello strumento. Quello tonale invece risulta molto utile soprattutto nell'esecuzione di musica organistica.
Tratto da IL PIANOFORTE DI ALFREDO CASELLA di Anna Romano
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