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Dominique Vivant-Denon e il museo napoleonico


Mentre taluni collezionisti si scostarono dagli schemi delle precedenti convenzioni per considerazioni di mercato e altri per adesione ideologica, l’uomo le cui attività contribuirono in larghissima misura a determinare le due reazioni fu probabilmente il pioniere più rappresentativo dell’intero periodo: Dominique Vivant-Denon e le sue acquisizione operate per il museo napoleonico, prova di notevole acume. Non diversamente da altri collezionisti francesi del tempo, non possedeva gran che in fatto di pittura barocca e opere rinascimentali di primo piano, i suoi dipinti appartenevano in massima parte proprio ai settori della pittura che ai primordi dell’Ottocento non attiravano per nulla l’attenzione del medio conoscitore d’arte (Beator Angelico, Fragonard, Bruguel il Giovane, Tiepolo e Watteau). Intorno al 1807 concepì il progetto di acquistare per il museo napoleonico un gruppo ristretto ma selezionato di primitivi italiani allo scopo di dimostrare i successivi sviluppi estetico-concettuali sfociati nella pittura rinascimentale. Per la sua raccolta spaziò entro un arco temporale assai più vasto. Le opere d’arte e i manufatti di varia indole interessavano quasi tutte le civiltà e le varie epoche, dalla Cina al Perù, dall’età arcaica a quella contemporanea. Nondimeno, ciò che fa di Denon una figura pioneristica del tutto particolare non è tanto l’ampio raggio del suo collezionismo e neppure l’interesse culturale da lui attribuito alla sua portata storica, quanto piuttosto la spiccata, schietta predilezione per le opere d’arte che non collimavano affatto col gusto corrente. In certi appunti informativi, rimasti incompiuti, relativi alla genesi della sua collezione, scrisse di aver votato alle arti più che ammirazione un vero e proprio culto e di non aver avuto altra aspirazione se non quella di soddisfare il suo gusto, nessun progetto economico se non quello di comprare suppellettili di pregio. Ben presto la rivelazione di siffatte bellezze avrebbe interessato artisti e collezionisti di ogni genere, portando all’abbattimento dell’edificio del gusto quale in passato era stato concepito.
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