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Marr e la visione artificiale


Da un punto di vista storico lo studio della VA inizia come disciplina complementare e secondaria rispetto all’IA. All’inizio (siamo negli anni 60) per rispondere alla sfida della VA si costruiscono delle macchine che analizzano “mondi giocattolo” ossia formati esclusivamente da cubi e prismi. La speranza era quella di un progressivo passaggio verso mondi più complessi come quelli della vita reale. In realtà questa impresa risultò più complicata del previsto e toccò i punti nevralgici dello studio della IA soprattutto in relazione ai metodi di rappresentazione della conoscenza.
Marr fu quello che per primo e meglio intuì il problema, e cercò di risolverlo riformulando l’approccio alla rappresentazione della conoscenza. Sopra si diceva infatti che lo studioso notò che l’approccio migliore per lo studio e la costruzione di macchine intelligenti fosse quello che partisse dal “che cosa” e non dal “come” una macchina intelligente deve elaborare.

Tratto da INTELLIGENZA ARTIFICIALE di Carlo Cilia
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