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La costituzione dell'ENI


Dal 1945 al 1952 inizia le ricerche nella valle Padana
Continuò la costruzione dei metanodotti
Il business petrolifero fu posto sotto il diretto controllo dello Stato e le risorse petrolifere della valle Padana vennero nazionalizzate attraverso la costituzione dell’ENI(Ente Nazionale Idrocarburi, 1953)
Inaugura la strategia del fifty-fifty, cioè della collaborazione paritetica (al paese produttore veniva assegnato il 50% degli utili derivanti dall’estrazione) tra l’Italia e i Paesi che detengono giacimenti di petrolio(Somalia, Egitto, Iran, Libia, Iraq, Marocco, Tunisia, Sudan, Nigeria, URSS, Cina). Si profila una coincidenza di interessi fra i paesi industriali importatori di petrolio e quelli esportatori caratterizzati da una situazione di sottosviluppo. Il petrolio che per i primi è una fonte di energia importante per l’espansione economica, per i secondi diviene un’occasione di riscatto dalle umiliazioni e dalla povertà dell’epoca colonialista.
La lotta fra l’Eni e le compagnie internazionali del petrolio non è quindi normale conflitto economico fra imprese concorrenti. È una sfida fra il progresso e la reazione, fra le aspirazioni a emergere di una nazione come l’Italia e la difesa dei loro privilegi.
Superando le resistenze di alcune componenti politiche, soprattutto delle sinistre (che vedevano nel "carrozzone di stato" un retaggio della politica economica del fascismo e dunque spingevano per la sua soppressione), ma anche scansando talune manovre ostruzionistiche di esponenti democristiani filo-statunitensi, riuscì invece a risollevare il destino della società, che ben presto avrebbe imposto all'attenzione, non solo nazionale, come esempio della capacità italiana di risollevare il capo dopo la distruzione economica ed industriale subita a causa della guerra.
Smentisce il pregiudizio che vedeva la gestione pubblica dell’industria inefficiente e antieconomica rispetto alla gestione privata. L’impresa pubblica, invece, secondo Mattei, è il correttivo più moderno delle distorsioni dell’economia liberale.

Tratto da L'ITALIA DELLE FABBRICHE di Cristina De Lillo
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