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Cultura nell'età carolingia



Il periodo di Carlo è noto come rinascita carolingia, con letture dei classici, personaggi di spicco a corte, la nascita della minuscola carolina, l’incoraggiamento di scuole di base, molto legate ai monasteri: la cultura era prevalentemente ecclesiastica, carlo era analfabeta. Esaltazione del sacerdozio e della scelta ascetica. Base di questa cultura: la teologia mistica di Dionigi l’aeropagita, con la sua teologia negativa. Anche la liturgia viene riformata e unificata. Differenze con la liturgia greca, tra pane lievitato e azzimo. Nei sec. 9° e 10° decade un po’ alla volta l’autorità imperiale e regia. L’impero è diviso in vari modi, tra regni di francia, germania, Borgogna e italia. Con lo sgretolamento politico si rischia anche per le incursioni di vichinghi (normanni), arabi e ungari. In questo periodo, per i continui attacchi, si cominciano ad edificare borghi murati e sulle alture. Nell’857 l’imperatore d’oriente Bardas aveva deposto Ignazio patriarca di Costantinopoli, sostituendolo con Fozio, ex laico. Consacrato vescovo, sia lui che Ignazio dichiararono a papa Niccolò I l’un l’altro decaduti. Il papa nell’863 rifiuta fozio (diceva che lo spirito santo procede solo dal Padre, rifiutava il primato romano di giurisdizione). In un concilio del 867 fozio riunisce un concilio: è scomunicato il papa, inizia uno scisma. Il nuovo imperatore toglie fozio e rimette Ignazio patriarca. In un concilio successivo convocato dall' imperatore si condanna fozio. Ma morto Ignazio 10 anni dopo Fozio torna patriarca. Papa giovanni 8° voleva riconoscerlo se rinunciava alla giurisdizione sulla chiesa bulgara: fozio rifiuta. È nuovamente deposto dal nuovo imperatore leone 6° e si ritira.

Tratto da LA CHIESA MEDIEVALE di Dario Gemini
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