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Il ruolo del potere nel'opera d'arte


Attraverso l’ideale estetico il potere convalida una forma della tradizione

anche se in apparizioni diversificate dalla forma originaria. Il sistema di potere si identifica come complesso organismo di segni sostenuto e rappresentativo della classe dominante, in cui si identifica non solo un’idea del nello ma soprattutto come principio del giusto come valore necessario alla storicizzazione e dimostrazione invalicabile di una necessità del potere ad essere rappresentante storico di un’epoca. Osservando l’idea modulare che rimane centrale nell’identificazione della modernità si può constatare che il principio dell’identità è relazionabile solo ad una misura costruttiva che ha fornito un modello di generica istitzionalità. Il problema per la rappresentazione dell’arte è essenzialmente il problema del potere. Nelle opere d’arte l’argomento interiore è il loro destino, la tecnica, il loro coefficiente culturale. Questa stretta aderenza fra tecnologia e potere viene evidenziata ad es. nel futurismo in cui l’artista diviene il medium principale della nuova coscienza individuale della scienza. Il potere è la tecnologia che si riesce ad inglobare anche sotto forma di informazione. La clonazione strutturale del potere in arte sino alla percezione di una realtà di fatto indiscutibile è nel suo ideare l’arte a priori. La clonazione del potere assume dall’informale al postmoderno un ruolo di informatore semiologico e globale sino alla strumentalizzazione del prodotto all’interno del contesto culturale. Le strategie dell’azione curatoriale hanno evidenziato una idea della cultura come universo semantico universalisticamente comparabile e matematicamente rapportabile alle teoria di insieme, ma inesorabilmente omologato. L’idealizzazione della politica culturale sottratta ai modelli percettivi filosofici del tardo idealismo romantico protrattasi fino a tutto il XX secolo non ha fatto altro ce favorire la formazione strumentale delle logiche di potere: da una parte l’essenza dell’individuo dall’altra la cultura della strategia sottratta al suo management e priva di storia progettuale. Animata da una solerzia di registrazione razionale la cura critica cerca attraverso il concetto di rispecchiamento di risolvere l’ampia aporia del significato e dell’immagine del potere in atto.

Tratto da LA CURA CRITICA di Alessia Muliere
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