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La malattia dal punto di vista dei bambini


La paura di ammalarsi è una delle paure più forti nei bambini delle elementari, soppiantata più avanti dalla paura di morire o di subire una menomazione.
I bambini ritengono che la malattia, qualunque sia la sua gravità, sia un fatto che comporta emozioni quali la tristezza, la stanchezza e la delusione. In effetti, ammalarsi costituisce per tutti, adulti e piccini, un evento stressante (sia dal punto di vista fisico che dal punto di vista psichico) che, per quanto breve, per tutta la sua durata sconvolge l’esistenza di chi ne è affetto.
Inoltre la malattia restringe il loro campo di libertà costringendoli a letto o comunque a casa.
Fino agli 8 anni il bambino non avendo idea delle cause della sua malattia può ritenere che essa sia il castigo per le sue disobbedienze. Questo modo di pensare è legato da ciò che dice l’adulto, frasi che danno l’idea al bambino che la causa del suo male sia da ricercare nel suo comportamento. In questo modo il bambino penserà di poter tener lontana la malattia obbedendo ad alcune regole dettate dall’adulto. Tuttavia vivere la malattia come la risposta di una colpa può far vivere al bambino il momento della cura come momento dell’espiazione, quindi tutti gli strumenti della cura come strumenti di tortura.
Dopo gli 8 anni il bambino tende a spiegare la malattia in funzione dei germi presenti nell’ambiente o nel corpo e che hanno la capacità di far ammalare solo per il fatto di esistere. Solo dopo i 12 anni è in grado di considerare più fattori come possibili concause della sua malattia.
Per capire le reazioni del bambino alla malattia, è importante considerare quale sia la storia del bambino e, soprattutto quale sia lo stile educativo e il clima della sua famiglia. L’aver già subito traumi o l’esser già stati ammalati influirà sulle reazioni bei bambini ammalati.
Una volta ammalato, il bambino in una prima fase sembra rinchiudersi in se stesso, non vuole mangiare, non vuole parlare, non sembra più trovare interessi per il gioco, diventa lamentoso, vuole sempre essere preso in braccio e consolato.
La regressione iniziale può costituire un aiuto alla cura di bambini particolarmente vivaci, ma il persistere di tale comportamento una volta guarito può costituire motivo di preoccupazione, perché significa che la malattia ha scardinato le sicurezze che il bambino riponeva nelle proprie capacità. Il comportamento opposto alla regressione è l’opposizione con la quale il bambino non solo non collabora alla cura ma rifiuta di essere curato. dall’altro canto anche accettare con troppa passività le cure non è un atteggiamento positivo.

Tratto da LA PAURA DEL LUPO CATTIVO di Anna Bosetti
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