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Primo voto delle donne in Italia nel 1946. UDI e ACLI


La questione femminile e il secondo dopoguerra
Dopo la parentesi fascista, il secondo dopoguerra rappresenta un momento favorevole per i diritti delle donne. Le donne, durante la guerra, sono state strappate dall’ isolamento del focolare, hanno lavorato al posto degli uomini, hanno ricostruito le case bombardate, hanno fatto fronte al nemico. In Italia le donne hanno partecipato attivamente alla Resistenza contro i nazifascisti ( v. la testimonianza contenuta nel libro “L’ Agnese va a morire” di Renata Viganò- 1949. E’ la storia di una semplice contadina delle valli di Comacchio; ignara di politica, dopo l’ 8 settembre prende coscienza e combatte a fianco dei partigiani)
Le donne votano per la prima volta nel 1946, in occasione del referendum istituzionale monarchia-repubblica e dell’ elezione dell’ assemblea costituente. La costituzione della repubblica italiana abolisce ogni discriminazione in base al sesso. Nasce l’UDI ( unione donne italiane) vicina ai partiti di sinistra; sul fronte cattolico, le ACLI ( Associazioni cristiane lavoratori italiani)  danno molta importanza alla questione femminile.
Molti passi avanti vengono fatti. Nel 1950 le donne lavoratrici ottengono una legge di congedo per maternità; nel 1958 vengono soppresse le case di prostituzione legalizzata; nel 1960 le donne vengono ammesse a tutte le professioni e nel 1961 anche a quella di magistrato. Nel 1962 viene abolita la norma che permetteva il licenziamento in caso di matrimonio.
Tratto da LA QUESTIONE FEMMINILE IN ITALIA di Loredana Rossi
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